Cronaca

“Bene impignorabile”: il castello De Monti resta al Comune

Si conclude favorevolmente per Corigliano la vicenda del pignoramento del maniero: si tratta di un bene di particolare interesse, per cui la Monteco non potrà rivalersi per chiedere l'estinzione di un credito sui rifiuti

Castello de Monti

CORIGLIANO D’OTRANTO - Il Castello di Corigliano d’Otranto non sarà pignorato. La vicenda balzata alle cronache nell’estate scorsa, per via di una sorta di guerra dei rifiuti tra il comune e la società Monteco srl si risolve con il ritiro da parte di quest’ultima della propria azione esecutiva, aperta contro l’ente. Il procedimento avviato nei mesi scorsi, dunque, andrà estinto con il conseguente ordine da parte del giudice a procedere alla cancellazione della trascrizione di pignoramento.

A darne informazione è l’avvocato Leonardo Maiorano, difensore degli interessi del comune, con riferimento alla procedura esecutiva immobiliare promossa innanzi al tribunale di Lecce dalla Monteco S.r.l. contro Corigliano d'Otranto e che ha visto sottoposto a pignoramento il castello baronale; in seguito, infatti, al giudizio di opposizione promosso dall’ente, con decreto depositato al Ministero della pubblica istruzione (datato 7 gennaio 1971), nel quale si dichiara il castello baronale De Monti di interesse particolarmente importante (ai sensi della legge 1089 del giugno 1939), a causa delle sue caratteristiche architettoniche e avendo inoltre depositato la relativa nota di trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari, la Monteco ha deciso di rinunciare all'azione esecutiva e pertanto il relativo procedimento sarà estinto con conseguente ordine da parte del giudice di procedere alla cancellazione della trascrizione del pignoramento. Il castello, pertanto, sarà libero da ogni gravame.

Scongiurata perdita del prestigioso maniero cinquecentesco, che attrae migliaia di turisti ogni anno. Ma cosa ha portato a questa intricata vicenda? Tutto partì nel 1992, quando l’allora Monticave, ottenne sulla base di una convenzione l’affidamento per 7 anni della gestione della discarica di località Scomunica. Un patto non rispettato, visto che già nel 1995 l’impianto risultava saturo, imponendo il conferimento dei rifiuti di Corigliano nella discarica di Ugento: quel servizio, però, secondo la Monteco non è stato mai pagato dal comune, avviando una diatriba legale, con ulteriori scontri nel tempo, dovuti alla scoperta nella discarica dello scolo del percolato nel terreno, con una situazione compromessa dal punto di vista ambientale.

La Monteco ha formalizzato un’ingiunzione al pagamento in due fatture del valore di 443mila euro, trasformando successivamente il decreto in pignoramento di alcune particelle catastali di proprietà comunale che comprendono il castello e due piazzette. L’amministrazione con l’avvocato Leonardo Maiorano si è opposta all’atto, definendo il monumento “impignorabile” e ottenendo dal giudice tempo fino al 15 ottobre per depositare il documento che lo dimostra. Oggi, la svolta, attesa dal comune, che ha dimostrato l’esistenza di un decreto ministeriale del 1971 con cui la fortezza, è stata dichiarata “bene di interesse storico e artistico”, vincolo che impedirebbe qualsiasi presupposto di pignoramento o successiva vendita.

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