Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Marijuana, un'arma e polvere per fabbricare 30 chili di esplosivi: arrestato

Nei guai è finito Riccardo Amato, 23enne di Castrignano dei Greci. La perquisizione in casa svolta dai carabinieri della stazione di Martano. Trovate tre piante di cannabis, 90 grammi di marijuana, una scacciacani senza tappo rosso e soprattutto potassio, carbone e zolfo. Tutto sequestrato

CASTRIGNANO DEI GRECI – La marijuana quasi non fa più notizia, così come il possesso di una pistola senza tappo rosso. L’aspetto veramente singolare è allora forse un altro, in questa vicenda: quelle sostanze che, miscelate con opportuni dosaggi, gli avrebbero permesso di ottenere circa 30 chilogrammi di polvere esplosiva. Un piccolo laboratorio chimico sul quale saranno fatti gli opportuni approfondimenti.  

Per ora sono scattate le manette a carico di Riccardo Amato, 23enne di Castrignano dei Greci. Ad arrestarlo e condurlo in carcere, a Lecce, sono stati i carabinieri della stazione di Martano. I movimenti del giovane erano finiti da tempo nel mirino dei militari. Il sospetto principale era quello legato alla possibilità che coltivasse cannabis indica in casa, con il fine di spacciare.

Al momento giusto, ieri pomeriggio, è quindi scattata la perquisizione. E le prime cose balzata agli occhi sono state tre piante, che tutto potevano, tranne che passare inosservate. Un paio di queste superano i 2 metri d’altezza. Sempre durante la perquisizione, i carabinieri hanno poi rintracciato un involucro con 90 grammi di marijuana tritata ed essiccata, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Quanto basta per ipotizzare la detenzione con il fine di cedere ad altri.

AMATO RICCARDO-2I carabinieri hanno però poi trovato anche altro. In primis, una pistola scacciacani priva di tappo rosso, oltre 350 euro in contanti e una cartuccia calibro 9 parabellum, la cui detenzione è illecita. Ma le sorprese, come detto, erano solo all’inizio. Da un controllo più approfondito sono emersi alcuni contenitori sospetti. Dentro c’erano sostanze quali zolfo, potassio e carbone. A tal proposito è stato di fondamentale importanza l’intervento degli artificieri del comando provinciale di Lecce per una valutazione tecnica del materiale. S’è così scoperto che potenzialmente potrebbe tornare utile alla produzione di esplosivi. 

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