Cronaca

Anziano riconosce truffatore: segnalato l'uomo arrestato nei giorni scorsi

L'83enne di Castrignano del Capo potrebbe essere vittima dello stesso napoletano già nei guai per un caso verificatosi a Parabita

TRICASE – Probabilmente ci avevamo visto giusto. Antonio Tranchino, il 26enne di Napoli arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Casarano per una truffa ai danni di una coppia di anziani di Parabita, potrebbe essere anche autore di altri episodi avvenuti di recente nel basso Salento.

Il modus operandi, infatti, ci aveva ricordato molto da vicino un caso specifico, accaduto ai primi di dicembre nel Capo di Leuca. E avevamo segnalato l’analogia nell’articolo precedente. Ebbene, i carabinieri della compagnia di Tricase, diretti dal tenente Alessandro Riglietti e competenti per l’area di Leuca, nelle ultime ore, hanno contattato l’83enne di Castrignano del Capo, vittima di un raggiro, per una verifica.

In questi casi, alle vittime dei reati, convocate in caserma, vengono sottoposti album fotografici con volti di diverse persone. E, a quanto pare, fra questi, l’83enne ne avrebbe riconosciuto uno in particolare. Quello di Tranchino, appunto. Potrebbe essere lui, quindi, il personaggio presentatosi in casa, per riscuotere mille euro, dichiarando di essere un legale, incaricato di chiudere una pratica per un incidente stradale mai avvenuto.

Facendo leva sull’emotività, infatti, il falso incaricato aveva spiegato che nel sinistro era rimasto coinvolto il figlio dell’anziano. Aggiungendo che, se il padre non avesse adempiuto in tempi rapidi, il figlio ne avrebbe patito le conseguenze a livello penale.

L’arrivo del giovane in casa era stato preannunciato da alcune telefonate sul numero di casa, in cui, un sedicente maresciallo dei carabinieri e un altrettanto sedicente avvocato, avevano illustrato la vicenda, aprendosi la strada verso l’atto finale della truffa.   

Quel giorno, un tentativo analogo era stato compiuto qualche ora prima a Santa Maria di Leuca, ai danni di una donna che, però, fiutato il tranello, non aveva ceduto alle richieste, chiamando i carabinieri (quelli veri). In questo caso, però, non essendovi stato il contatto diretto, chiaramente non è stato possibile convocare la donna per il riconoscimento.  

Tranchino è stato arrestato l’11 gennaio a Parabita. I carabinieri di Casarano erano stati messi in guardia negli ultimi giorni dal fatto che in zona circolasse un soggetto in Mercedes il quale usava citofonare a vari portoni. Individuata l’auto durante un controllo del territorio, hanno poi scoperto il raggiro. Una coppia di 80enni aveva appena sborsato 3mila euro, dopo la solita pantomima: il loro figlio coinvolto in un incidente, con rischio d’arresto annunciato via telefono dal solito sedicente maresciallo e dal solito sedicente avvocato (ovvero, o lo stesso Tranchino, o qualche complice ancora da individuare). Proprio quest'evidente somiglianza fra gli episodi, aveva spinto LeccePrima a suggerire doverosi approfondimenti.

Ma, tornando a Tricase e dintorni, le indagini dei carabinieri della compagnia proseguono. Al momento, per la vicenda dell’83enne è partita una segnalazione in Procura. Ma ci sono altri episodi da analizzare. Fra questi, una vicenda avvenuta a Morciano di Leuca. Insomma, può darsi che l’indagine si chiuda qui o che riservi nuove sorprese.

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