Cronaca

Cataldo Motta ora è sul tetto del palazzo di giustizia

E' ufficiale: Motta è il nuovo procuratore-capo della Repubblica a Lecce dopo il pronunciamento del plenum del consiglio superiore della magistratura. Dopo otto anni sostituisce Rosario Colonna

Mancava solo l'ufficializzazione, ormai era questione di una pura formalità. Da ieri pomeriggio è certo: Cataldo Motta è il nuovo procuratore-capo della Repubblica a Lecce dopo il pronunciamento del plenum del consiglio superiore della magistratura che ha confermato all'unanimità l'orientamento, ratificato definitivamente. La designazione all'unanimità in apr5ile da parte della quinta commissione dell'organo di autogoverno dei giudici, presieduta dalla dottoressa Maccora, lasciava poco spazio a eventuali sorprese. Subentrerà a Rosario Colonna, il quale ha ricoperto l'incarico per otto anni, tempo massimo previsto dalle nuove norme, oltre il quale è necessario l'avvicendamento. La commissione ha ritenuto l'attuale procuratore aggiunto della Repubblica e sostituto procuratore della Dia di Lecce, il candidato più idoneo a ricoprire l'illustre incarico, scegliendo tra una rosa di diverse decine di nomi.

Cataldo Motta, in giornata a Roma per un impegno di lavoro, ha espresso la propria soddisfazione per il nuovo delicato compito. Da più di vent'anni in trincea nella lotta contro il crimine organizzato, è stato tra i maggiori artefici nella delicata operazione di smantellamento della Sacra Corona Unita, incenerita da una raffica di operazioni. I tempi tecnici per la successione non sono stati perfezionati. Si attende il mese di settembre. Protagonista dei due maxi-processi contro la Scu, nelle vesti di pubblico ministero, Motta ha sempre lottato per far riconoscere dalla magistratura la consorteria criminale pugliese tratteggiata alla stregua di un'associazione mafiosa e si è servito nella sua battaglia delle dichiarazioni dei tanti boss che hanno deciso nel tempo di saltare il fosso ingigantendo la schiera dei collaboratori di giustizia. In mattinata la notizia si è diffusa rapidamente nei corridoi del tribunale di viale De Pietro. "Era una decisione che attendevamo e accolta con grande soddisfazione", ha dichiarato il procuratore aggiunto Ennio Cillo.

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