Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Stupefacenti, due fermi del Gico e un intreccio ancora tutto da svelare

A Cavallino i finanzieri hanno bloccato fratelli albanesi. Uno ha tentato la fuga dall'alto. Il fatto legato all'arresto dei carabinieri a Soleto

CAVALLINO – Una vicenda che riserva ancora lati oscuri, almeno per quanto riguarda i dettagli operativi e che vede protagonisti due fratelli albanesi, Maringlon e Marius Alka, in stato di fermo da questa mattina. Le notizie, però, per ora sono frammentarie.

Si tratta, peraltro, di una storia molto articolata, che ha un apparente punto d’origine nell’arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti avvenuto sabato sera a Soleto, eseguito dai carabinieri della stazione locale, a carico di Alessandro Scalinci, 32enne, una parentesi a Guagnano, dove l’uomo risiede,  e un epilogo a Cavallino, dove questa mattina sono finiti in manette, appunto, i due stranieri.

Il particolare che non sfugge, però, è che a bloccare Maringlon e Marius Alka sono stati gli uomini del Gico, il Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata. Le due operazioni, dunque, sembrano intrecciarsi, pur nascendo in momenti diversi ed essendo distinte fra loro. Forse s’è verificato un accavallamento. L’intervento del Gico, infatti, potrebbe avere un significato ben preciso: probabilmente, su almeno uno dei due albanesi, se non su entrambi, si era già da tempo posata la lente investigativa delle “fiamme gialle”. Un’accelerata potrebbe quindi essere arrivata visto quanto avvenuto a Soleto. Nelle prossime ore, si conosceranno meglio tutte le fasi.

Riepilogando, nella tarda serata di sabato,  a Soleto, i carabinieri, durante un controllo, hanno notato un’Alfa Romeo 147, in sosta lungo via Petrarca. Dentro, un uomo, seduto al lato di guida. L’atteggiamento sospetto ha indotto i militari a una verifica. Era un 43enne di Squinzano, che, perquisito, è risultato però “pulito”. Nell’auto stessa, nulla di rilevante.

Proprio in quelle fasi, però, è sopraggiunto un altro giovane (Scalinci, appunto) che, accortosi dei militari, ha tentato una fuga disperata, gettando un involucro in un giardino. Bloccato l'uomo dopo circa 500 metri e in seguito recuperato il sacchetto, da lì sono spuntati quasi 387 grammi di eroina e 11 di  marijuana.

La perquisizione è stata estesa a Guagnano, dove, in casa di Scalinci, è spuntato un altro grammo di cocaina. Per il 32enne è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e per l’amico di Squinzano la denuncia a piede libero per concorso nello stesso reato.

In tutto questo, però, era probabilmente già in atto un’osservazione del Gico. Sarebbe stato documentato, in particolare, un contatto fra uno dei due albanesi e il 32enne. Oggi, quel blitz improvviso in un'abitazione a Cavallino, dove i due fratelli sono stati individuati e dove la finanza ha agito con l’ausilio dei carabinieri. Maringlon, in particolare, ha tentato di fuggire lanciandosi dall’alto di un tetto, cadendo per terra, senza però ferirsi. Nessuno dei due è riuscito ad allontanarsi. Né sembra che nell'abitazione sia stato trovato qualcosa di specifico, durante la perquisizione. 

Entrambi sono stati condotti nel carcere di Borgo San Nicola, in attesa della convalida dell’arresto. Sono difesi dall’avvocato Giuseppe Lefons.   

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