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La macchia lasciata per terra dall'ordigno.

La macchia lasciata per terra dall'ordigno.

Ordigno esplode a pochi metri da casa del giovane in arresto per furto

Il boato alle 2,15 di notte. Alessio Iasella era stato già oggetto di un "avvertimento" a metà maggio. Ma fu più diretto

CAVALLINO – Erano le 2,15 circa quando dentro Cavallino in molti si sono risvegliati dal sonno, in una notte afosa, dopo aver sentito forte e chiaro un boato. Un grosso petardo, fatto esplodere all’incrocio fra via San Cesario di Lecce e via Trieste. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, però, hanno rilevato un aspetto singolare: contrariamente a quanto avviene di solito, non era stato colpito un obiettivo preciso.

Resta dunque solo un’ipotesi, al momento, ma nulla esclude che le attenzioni fossero rivolte ancora una volta ad Alessio Iasella, il 29enne del posto arrestato nei giorni scorsi per furto in un appartamento. E al quale, soprattutto, a metà maggio era stata fatta un’intimidazione ben più diretta.

Qualcuno, infatti, in un fine settimana di due mesi addietro, aveva lanciato un ordigno di potenziale non indifferente sul balcone al primo piano, dove risiede. Sotto si trova la bottega del padre, falegname. In quel frangente era esploso un vetro ed erano piombati per terra calcinacci. Un affronto diretto e inequivocabile, insomma.

Questa volta è stato diverso. L’ordigno è esploso a circa 5-6 metri di distanza dall’abitazione di Iasella. Differente anche il tipo di bomba artigianale, molto probabilmente. A maggio era stato trovato un oggetto formato con tre cosiddetti “cannelli”, cilindri preparati con mistura e pressati. Questa volta, invece, si tratterebbe di altro tipo di oggetto. Sul posto, in ogni caso, non è stato trovato granché, a parte una vistosa macchia sull'asfalto provocata da scoppio e combustione.

Non è ovviamente chiaro nemmeno il motivo per cui l’ordigno non sia stato destinato in modo diretto su qualche obiettivo, fosse davvero Iasella o altro. Difficile pensare, però, che la bomba carta sia caduta accidentalmente dalle mani dell’attentatore. Nelle vicinanze vi sono anche alcune attività commerciali, ma i carabinieri della stazione locale, diretti dal maresciallo Riccardo De Bellis, dubitano fortemente che l’ordigno avesse come destinazione qualcuno di questi.

Resta dunque in piedi soprattutto la pista che porta a Iasella, noto non solo per la recente incriminazione per furto e per il precedente attentato, ma anche per stupefacenti. A gennaio del 2014 fu bloccato a Roma dalla polizia con un chilogrammo di marijuana e arrestato. I carabinieri stanno cercando di capire se la precedente e più diretta intimidazione e quest'ultima, più sfumata, abbiano come sfondo proprio questioni legate agli stupefacenti o altro tipo di vicende. Le indagini sono in corso.

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