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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Cavallino

Cavallino: rubano statuette dalle edicole votive. Una era del maestro Malecore

Almeno quattro quelle sottratte negli ultimi tempi nella cittadina alle porte del capoluogo. Il valore è più affettivo e simbolico per i residenti, segno della devozione e della memoria popolare, sebbene non manchi nemmeno qualche pezzo di un certo pregio. Segno dei tempi di crisi

CAVALLINO – “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”, recita un vecchio adagio, ma i moderni ladri sembra che non vogliano saperne né di ascoltare la voce dei saggi, tantomeno di portare rispetto per la devozione e la memoria popolare.

A Cavallino qualcuno ha forse deciso di fare affari, sradicando dalle nicchie incassate nelle antiche mura delle abitazioni del centro storico diverse statuette di figure religiose che per anni (in qualche caso anche mezzo secolo) hanno vegliato sui cittadini.

Almeno quattro le statue “scomparse” negli ultimi tempi, fra cui un pezzo di una certa fattura, perché scolpito dalle mani del maestro Ugo Malecore, fra i più rappresentativi della tradizione salentina, spentosi a 92 anni nel gennaio dello scorso anno. Non il solito pezzo di gesso, ma una statua di terracotta che rappresenta la Madonna. Chissà, dunque, nelle mani di chi è finita, rapita dalla sua edicola votiva insieme ad altre tre: un’altra statua della Madonna, e poi una di Sant’Antonio e la quarta di San Rocco.

Le edicole votive che si vedono sui palazzi più vecchi o nelle campagne, sono un chiaro esempio di folclore comune a tutta l’Italia, da nord a sud, anche se magari ribattezzate con nomi diversi da una regione all’altra. Tutte, però, indipendentemente dalla geografia, avevano la stessa funzione: erano realizzate da privati in segno di protezione da intemperie e malattie, o per ringraziamento dopo essere scampati a qualche pericolo.

In qualche caso vi sono esempi anche di un discreto pregio artistico. In tutti i casi, rappresentano soprattutto un valore affettivo per i residenti di una zona e sono testimoni di epoche passate. Le statue in questione si trovavano tutte pressappoco nella stessa zona, cioè non lontano dalla Porta di San Giorgio, dunque lungo la via che, uscendo dal paese, conduce verso Caprarica di Lecce. Adornavano quattro abitazioni private e sono state sottratte, si presume, in notti diverse della scorsa settimana.  

Furti di questo tipo, a meno che non abbiano altri scopi reconditi, sembrano essere ennesima testimonianza dei tempi di magra per le tasche. Difficile anche per i carabinieri della stazione locale tracciarne il percorso. Può darsi che le statue finiranno in qualche mercatino o che saranno rivendute a cultori di arte sacra, persone magari ignare della loro provenienza, inconsapevoli che quelle statue sono state sradicate da nicchie dalle quali, per interi decenni, hanno sorvegliato silenziose i fedeli e attirato i passanti.  

D'altro canto, ormai si ruba qualsiasi cosa: maniglie d'ottone delle porte d'ingresso, fili di rame, infissi, vasi dei cimiteri e persino delle cappelle gentilizie, come accaduto di recente a Gallipoli. Cosa non si fa per un pugno di euro. 

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