Cronaca Via Vecchia San Donato

Dopo l'auto bruciata anche raffica di spari contro la concessionaria

Ancora Cavallino sullo sfondo del nuovo episodio criminale. L'intimidazione ai danni di Pezzuto Group. Sotto Natale era stata data alle fiamme un'auto, nella famosa notte di attentati anche ad altre attività

Il punto in cui sono stati esplosi i colpi.

CAVALLINO – Ancora intimidazioni. Lo scenario, sempre quello attorno a Cavallino, tra le frazioni di Tempi Nuovi e Castromediano. E ancora, soprattutto, armi spianate. Sì, perché colpi d’arma fuoco sono tornati a risuonare nel cuore della notte. Nel mirino, ancora una volta, la concessionaria automobilistica Pezzuto Group, nel quadrante fra via Vecchia San Donato e la tangenziale ovest, area dove sorgono diversi plessi commerciali.

Ignoti, approfittando del buio e dell’assenza pressoché totale di vetture e pedoni in circolazione - la zona è tanto trafficata di giorno, quanto desolata nelle ore piccole - hanno indirizzato una raffica di colpi (circa una decina) contro una delle vetrate che sorgono sul lato accanto alla complanare che immette proprio sulla tangenziale. Forse, li hanno esplosi proprio da lì sopra, danneggiando anche alcune autovetture. La scoperta, secondo quanto appreso da LeccePrima, che può svelare la notizia in anteprima, è avvenuta questa mattina. Sul posto, carabinieri della stazione locale e della sezione operativa del capoluogo, che hanno recuperato diversi bossoli.

Sotto Natale, auto bruciata e altri attentati

La sventagliata di spari, in particolare, ha riguardato stato l’edificio dove ha sede la concessionaria Audi. Accanto, sorge la Volkswagen. La scelta, però, è sembrata casuale e dettata più che altro da ragioni d’opportunità, essendo il lato meno esposto e, nel contempo, con una più rapida via di fuga. Per chi ha agito - si può facilmente presumere -, l’importante era sostanzialmente che il “messaggio” fosse recapitato alla proprietà.

E’ la seconda volta in poche settimane che Pezzuto Group finisce nel mirino di malintenzionati. Fra Natale e Santo Sefano, come ben ci si ricorderà, ignoti avevano dato alle fiamme un’autovettura non ancora immatricolata, dopo essersi introdotti nel recinto dell’area dedicata ai veicoli nuovi.

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Quella vicenda si era mescolata a quanto avvenuto, pressoché nelle stesse ore, sempre nella zona di Cavallino, con un ordigno artigianale collocato all’ingresso della pizzeria L’Alchimista e con i colpi di pistola esplosi alla vetrata dell’area carburanti Apron, di recente apertura nel parco commerciale che sorge a ridosso della strada statale 16.

Come non bastasse, proprio l’altro ieri, sempre a Cavallino, i carabinieri hanno arrestato due leccesi, ritenuti autori di un’estorsione ai danni di un commerciante di materiale pirotecnico. L’interrogatorio di garanzia, per loro, è previsto domani mattina, sabato 11 gennaio, e, comunque, la vicenda non sembrerebbe legata alle altre, ma viaggiare su binari diversi (secondo la difesa dei due, all’origine vi sarebbe una controversia di tipo commerciale).  

Quale il collegamento fra tutti i casi?

Ma tutta la questione è particolarmente complessa. Esiste davvero una correlazione fra i vari episodi scoperti fra 25 e 26 dicembre, o è stata solo una coincidenza l’azione eseguita nelle stesse ore, solo in apparenza frutto di un'unica regia? E dietro a tutto c'è davvero, sempre, l'ombra del racket? Se, per esempio, è semplice teorizzare un collegamento fra l’incendio dell’autovettura e i freschi colpi di pistola, per quanto riguarda Pezzuto Group, non è detto che la stessa mano abbia anche collocato l’ordigno contro la pizzeria e premuto il grilletto verso l’area di carburanti.

Anzi, per quanto riguarda il caso dell’Apron, forse la pista è diversa. Un altro distributore della stessa proprietà, infatti, in quel caso a Carmiano, era già finito nelle cronache a metà settembre, con due colpi di pistola esplosi contro una colonnina per l’inserimento delle banconote e, pochi giorni dopo, un tentativo di furto.    

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Gli ambienti investigativi, in ogni caso, sono molto abbottonati e non trapela quasi nulla. Ma una cosa è certa: per il Salento, l’ultimo scorcio dell’anno e l’inizio del nuovo, sono ben poco allegri. Gli episodi criminali si stanno sommando, uno dietro l’altro. Proprio ieri sera, poco prima che fosse colpito Pezzuto Group, nella zona 167 di Lecce, anche una gambizzazione. Tutti segnali, questi e altri, riguardanti anche ulteriori episodi non citati nel presente articolo, ma pur affluiti nelle cronache recenti, decisamente inquietanti. Al di là delle reali motivazioni all'origine di ogni singolo caso.  

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