Cronaca

Cedette il solaio, operai feriti: non avevano protezione. Condannati in tre

Tre mesi a testa e risarcimento danni per il titolare di una ditta di Nardò e due ingegneri per il caso che vide feriti due operai, di Veglie e Copertino, al lavoro nella costruzione della palestra polifunzionale di Tiggiano. La parte centrale delle armature provvisorie erano inadeguate

LECCE – Uno finì in prognosi riservata e nell’immediato si temette anche per la sua vita. L’altro si procurò fratture plurime al piede destro, con una prognosi superiore a quaranta giorni. Era il 26 ottobre del 2009 quando Pier Cosimo Greco, di Copertino, e Giuseppe Invidia, di Veglie, rimasero feriti a causa di una pericolosa caduta, dovuta al cedimento del solaio di una palestra in fase di costruzione per conto della parrocchia di Sant’Ippazio, a Tiggiano.

I due, operai, erano al lavoro per conto di una ditta edile, di cui titolare è Pantaleo De Pascali, 55enne di Nardò. Per quel caso, l’imprenditore era finito a processo insieme ai coordinatori della sicurezza in fase d’esecuzione, gli ingegneri Ippazio Morciano, 47enne, e Fabrizio Simone Vanotti, 52enne, entrambi di Tiggiano. Tutti e tre erano accusati di lesioni personali colpose e inosservanza delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Già, perché né Greco, né Invidia, come accertato in fase d’indagine dalla Procura di Lecce (titolare del fascicolo era il pm Paola Guglielmi) erano provvisti dei dispositivi di protezione. Una pessima abitudine, quella di non dotare chi è al lavoro nei cantieri dei più elementari accessori, come caschi e altro, o comunque di non vigilare affinché gli operai li indossino come previsto dalle normative, che può costare caro a chi detiene l’appalto e a chi è deputato alla sicurezza.

E la vicenda è costata cara agli imputati: tutti e tre sono stati condannati in primo grado a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, e al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede, oltre al pagamento delle spese di costituzione di parte civile e di una provvisionale di 5mila euro. Dei due operai, però, solo Invidia, assistito dall’avvocato Massimo Zecca, si è costituito nel giudizio che s’è svolto questa sera davanti al giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Silvia Saracino.  

Quel giorno, Greco e Invidia, insieme ad altri loro colleghi, stavano lavorando alla realizzazione della palestra polifunzionale della chiesa di piazza Olivieri, quando, dovendo procedere alla gettata di calcestruzzo su solaio di copertura del secondo piano e lastre, cedette la parte centrale delle armature provvisorie.

Stando a quanto rilevato dagli inquirenti, queste sarebbero state costruite in maniera inadeguata e quindi senza la necessaria solidità. I due malcapitati, quindi, si ritrovarono a precipitare malamente. Greco, in particolare, riportò un trauma cranico, mentre Invidia s’infortunò al piede. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Alfredo Caggiula per la ditta De Pascali, Massimo Vasquez per Canotti e Salvatore Preite per Morciano. 

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