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Lunedì, 27 Giugno 2022
Cronaca Copertino / Via Copertino- San Donato di Lecce

Strage della Grottella, per il 13esimo anno il ricordo dei vigilantes

Oggi, a Copertino, la deposizione della corona di fiori, in memoria di Luigi Pulli, Rodolfo Patera e Raffaele Arnesano, ammazzati da un commando il 6 dicembre 1999. L'assalto ai due portavalori fu eseguito con bombe e kalashnikov

COPERTINO - L'assalto, tra i più efferati nelle cronache del Salento,  fu eseguito sulla via provinciale che congiunge Copertino a San Donato di Lecce. Un commando composto da circa dieci persone, condannò al massacro tre vite umane,  senza scrupolo.

Oggi ricorre il tredicesimo anniversario da quella mattina del 6 dicembre 1999 in cui la banda, intorno alle sette, mise a segno il piano cruento ai danni di due furgoni portavalori, scortati dal personale della "Velialpol" eche  fruttò un maxi bottino da tre miliardi di lire.

Denaro che le guardie giurate dell'istituto di vigilanza, avrebbero dovuto consegnare agli uffici postali del basso Salento, e che sarebbe servito per il pagamento delle pensioni.

I vigilantes persero la vita tra le deflagrazioni di bombe e speitate raffiche di kalashnikov. Si tratta di Luigi Pulli, 52enne, Rodolfo Patera, di 32 anni e Raffaele Arnesano, di 37 anni. Atri colleghi, rimasero feriti: Giuseppe Quarta, 38enne, Claudio Matino di 33 e Giovanni Palma, 34enne.

Nel corso della mattinata, come ogni anno, si è tenuta  una commemorazione, in memoria dei dipendenti uccisi, con la deposizione di una corona di fiori - alla presenza delle istituzioni locali -  ai piedi del monumento eretto sul luogo della "Strage della Grottella", nei pressi dell'omonimo santuario, a Copertino. Nel pomeriggio, invece, è prevista la messa in suffragio delle tre vittime, nella chiesa madre di Veglie.

Per la strage furono condannati all'ergastolo, con sentenza definitiva delle cassazione, nel mese di marzo del 2007, Pasquale Tanisi, di Ruffano, Antonio Tarantini, di Copertino, e il pastore Marcello Ladu, originario della provincia di Nuoro, già protagonista di un tentativo di fuga dal carcere sardo, dove aveva nascosto un telefono cellulare e una cinquantina di lame.

Gli altri componenti del commando hanno ottenuto condanne più miti nei processi-stralcio: 18 anni a Vito Di Emidio, grazie allo sconto di pena riservato ai collaboratori di giustizia; 27 e 30 anni ai cugini e pastori sardi Pierluigi Congiu e Gianluigi De Pau, fermati nella stessa giornata dell'efferato episodio.

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