Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Centrale dello spaccio in casa: niente sconti in appello per Salvatore Milito

I giudici hanno confermato la condanna a sei anni e quattro mesi. Fu arrestato insieme a cinque francesi in un appartamento di Lecce. In casa marijuana, hashish e cocaina. Di recente è balzato alle cronache per un tentato omicidio

LECCE – Nessuno sconto per Salvatore Milito, 41enne di Squinzano: i giudici della Corte d’appello di Lecce (presidente Nicola Lariccia) hanno confermato la condanna a sei anni e quattro mesi comminata nella sentenza di primo grado, per una vicenda legata allo spaccio di stupefacenti.

La storia risale al maggio del 2009. All’epoca, Milito, che aveva già precedenti, fu arrestato a Lecce, dai carabinieri del nucleo investigativo, insieme a quattro cittadini di nazionalità francese, che avevano momentaneamente preso in affitto un’abitazione nel capoluogo salentino.

Secondo le accuse, il folto gruppo aveva adibito a vera e propria centrale dello spaccio l’appartamento, un bilocale dislocato in una stradina laterale di via XX Settembre, luogo già di per sé discreto e per giunta protetto da un sistema videosorveglianza, con telecamere esterne nascoste alla vista.

Nell’abitazione i carabinieri trovarono veramente di tutto: venti piante canapa indiana, alte circa 1 metro e 50 centesimi l’una, un sofisticato impianto d’irrigazione, aria e illuminazione artificiale. Ed era solo l’inizio. Perché i militari rinvennero anche panetti di hashish per 500 grammi, 23 grammi di marijuana e persino 200 grammi di cocaina, una grossa pietra posta nel frigo, in un piatto, tanto da sembrare inizialmente una fetta di formaggio.

Salvatore Milito-4Milito, in particolare, uscendo dall’appartamento, appena visti i carabinieri che avevano iniziato a cinturare l’appartamento, si diede alla fuga a bordo di una moto, urtando un’autovettura di servizio, danneggiando il paraurti anteriore sinistro. Inseguito, fu subito arrestato.

Dopo di allora, il nome di Milito – difeso in questo processo per droga dall’avvocato Giovanni Valentini - è balzato di nuovo alle cronache per il tentativo di omicidio dei 40enni Luca Greco e Marino Manca, avvenuto a Squinzano sul finire della scorsa estate. Fatto per il quale si trovava già in carcere.    

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