Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Centraline spente da 50 giorni: a che livelli il pm10?

In attesa che la Provincia eroghi i fondi al Comune, dal 18 aprile scorso non si hanno più report statistici ambientali. Cosa si starà accorpando nel frattempo nell'aria di Lecce?

"Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via (viale Grassi, ma non solo) era smarrita". Lecce e l'ambiente, un matrimonio difficile. Al di là dell'evidenza di marine-pattumiera (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1950) e di montagne di spazzatura che nei giorni scorsi si sono accumulate un po' ovunque a causa di vertenze sindacali dei lavoratori di Monteco e Aspica (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1973). Il lato drammatico della vicenda è che il tema dell'emergenza ambientale, il più delle volte, compare nei dibattiti solo quando affiora in superficie il suo aspetto più "visibile". Ma di un altro fenomeno, che riguarda l'aria minata dalle polveri sottili, non se ne sa mai abbastanza, benché non di rado se ne parli come di una delle possibili concause della recrudescenza di tumori fra la popolazione, compresa quella infantile, con diversi casi di leucemia.

Accade così che Lecce presenti da qualche tempo al suo estasiato pubblico di turisti fai-da-te (e concittadini-fai-da-sé) un affascinate centro storico barocco accerchiato da diverse centraline disattive, cubiche carcasse del monitoraggio che fu. Il 19 aprile scorso sono scaduti i termini contrattuali per la manutenzione delle postazioni dislocate in città, su viale Grassi, in piazzetta De Santis (fra l'istituto "Costa" e la scuola elementare "Cesare Battisti"), nel quartiere di Santa Rosa e su via Pitagora (nei pressi del mercato rionale di Settelacquare). Nessuna comunicazione ufficiale alla città, nell'occasione, da parte del Comune. La notizia è trapelata da altre fonti, e probabilmente ha messo in qualche imbarazzo il settore Mobilità, se per viale Grassi, l'arteria cittadina in cui scorrono più tossine che aria, s'è stabilito d'urgenza, con cadenza settimanale, un provvedimento di semichiusura (16 maggio 2007, confrontare https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1680 e https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1701). D'altro canto, viene da pensare un po' malignamente, si era nel pieno della campagna elettorale.

Ma cosa sono le centraline? Come funzionano esattamente? Si tratta di strutture di ultima generazione, modelli ad alta tecnologia elaborati dalla Project Automation Spa di Monza per il monitoraggio delle sostanze che vagano nell'aria. Non solo il famigerato pm10 (le polveri sottili), ma anche benzene, toluene, o-xylene ed altre particelle immesse nell'aria da scarichi automobilistici ed altri fattori d'inquinamento. L'ultimo report dell'aria risale dunque al 18 aprile scorso (il documento è in allegato). Poi, il silenzio, black-out dei controlli, fine dei giochi. Il perché di questo brusco stop sembrerebbe dovuto a somme vaganti da un'istituzione all'altra. Il Comune, per riattivare il servizio, necessitava di 300mila euro dalla Provincia, a sua volta in attesa di riscontro dalla Regione. A Palazzo Carafa si è quindi aspettato che lo stanziamento arrivasse in porto, "senza comunque versare alcun anticipo per riprendere immediatamente il monitoraggio", fanno sapere dal comitato "Lecce ai cittadini", il cui presidente, Gabriele Mariano, vigilia praticamente di continuo sulla situazione. Il mandato per l'erogazione delle somme sarebbe quindi stato affidato alla Bnl di Lecce il 30 maggio scorso. Nel giro dei prossimi giorni dovrebbe arrivare in porto ed a breve il servizio riprendere.

Ma nel frattempo, viene spontaneo chiedersi: cosa si starà accorpando nell'aria di Lecce? Sono trascorsi oltre 50 giorni, altri ne verranno, e l'ultimo report ufficiale dell'aria non offre un quadro confortante. Basti pensare al pm10: se il limite oltre il quale scatta l'allarme ambientale è di 50 ug/m3, si nota come questa soglia, nel solo viale Grassi, sia stata superata dal 1° al 18 aprile ben quattro volte: 52 ug/m3 venerdì 6; 52 ug/m3 venerdì 13; addirittura 64 52 ug/m3 sabato 14 e fino a 68 52 ug/m3 lunedì 16. Senza considerare che non possono non destare preoccupazione quelle giornate in cui i valori raggiungono quasi i 50 ug/m3. Il 7 e l'8 aprile le centraline hanno rilevato rispettivamente 49 e 46 ug/m3; e ancora a 49 ug/m3 s'è attestato il valore dell'11 di aprile. Sul black-out esiste anche un esposto presso la magistratura (anche questo in allegato all'articolo) del 31 maggio. Si chiede di verificare se vi sia stata interruzione di pubblico servizio.

La denuncia alla Procura e, di seguito, i dati sull'ultimo monitoraggio effettuato

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