Cronaca

Violenza contro le donne, il centro “Renata Fonte” a Roma incontra la ministra Josefa Idem

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il Centro Antiviolenza "Renata Fonte" di Lecce, su invito della Ministra Josefa Idem, ha partecipato all'incontro tenutosi a Roma, presso il Ministero delle Pari Opportunità, il 22 maggio.

Il motivo dell'incontro è stato quello di raccogliere esperienze, suggerimenti e proposte, che possano apportare un concreto contributo per affrontare un'emergenza non più procrastinabile. I recenti e drammatici episodi di violenza di genere richiedono un intervento coordinato e condiviso che affronti tale tematica in modo organico ed in sinergia con i principali attori rappresentativi a livello nazionale. La presidente Maria Luisa Toto è stata lieta di poter esporre il suo contributo, dopo anni di messa in atto di azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

In particolare, Maria Luisa Toto, ha focalizzato l'attenzione della Ministra e di tutti i professionisti presenti a Roma sul "Riconoscimento normativo dei Centri Antiviolenza" diretto:

  • Allo stanziamento e dotazione di risorse economiche ai Centri Antiviolenza;
  • Agli standard qualitativi dei Centri Antiviolenza: i C.A. sono luoghi gestiti dall'associazionismo femminile in un'ottica di genere. ll fenomeno della violenza di genere e per orientamento sessuale e il fenomeno del femminicidio affondano le loro radici nella discriminazione di genere. Per questo è necessario mettere in atto un cambiamento culturale promuovendo la cultura della non violenza,

della dignità della persona e del rispetto della diversità di genere. Ragion per cui i servizi e le attività di prevenzione e contrasto alla violenza da parte dei Centri Antiviolenza non possono essere confusi con altre strutture pubbliche perché i servizi contro la violenza di genere hanno connotati ben precisi;

  • Alla Formazione degli operatori (Forze dell'Ordine, Operatori Socio-Sanitari, Servizi Sociali e Magistratura) da parte delle operatrici dei centri Antiviolenza perché solo loro conoscono in profondità il fenomeno, per gli anni di esperienza, competenza e professionalità, sempre in prima linea.
  • Al Coordinamento interforze tra gli operatori delle Forze dell'ordine, gli operatori Socio Sanitari, operatori Sociali, la Magistratura e le operatrici dei Centri Antiviolenza, attraverso protocolli d'intesa chiari e precisi. Quindi è necessario creare dei pull antiviolenza presso le Caserme dei Carabinieri, le Questure, i Pronto soccorso, le Procure, con formazione ah hoc;
  • Alla creazione di una normativa a livello nazionale chiara e precisa che affronti concretamente il fenomeno della violenza di genere e per orientamento sessuale e il fenomeno del femminicidio attraverso la stesura di un Piano d'Azione Nazionale.

Non c'è più tempo da perdere! Ad oggi siamo tutti responsabili della morte delle donne in Italia. Azioni concrete per fermare tutto questo affinchè non avvenga più!

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