Cronaca

Il centro “Renata Fonte” nella rete Reama: la presidente nel comitato scientifico

Il gruppo presentato lo scorso 6 marzo a Roma, davanti a professioniste, avvocate ed ex vittime di violenza che aderiranno al progetto

Il Centro antiviolenza "Renata Fonte".

LECCE – Anche il Centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce aderisce alla rete internazionale denominata Reama, la Rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto per le donne che subiscono violenze e per i loro stessi figli. La sua presidente entra nel Comitato scientifico. Lo scorso 6 marzo, infatti, presso la Casa internazionale delle donne di Roma, è stato presentato il progetto, nato con il sostegno di Fondazione Pangea Onlus e della Fondazione Just Italia.

L’idea è quella di coinvolgere attivamente cittadine, professioniste, centro antiviolenza, così come le stesse vittime che, dopo l’esperienza del dolore, potranno aiutare le altre donne ad uscire dalla spirale terrificante di minacce, aggressioni o ritorsioni. Come hanno spiegato le relatrici, durante la conferenza stampa nella capitale, fungeranno da “antenne” sul territorio, vigilando e accertandosi che venga applicata la Convenzione di Instanbul, entrata in vigore in Italia nel 2014.

La rete Reama si avvale di supporti fondamentali come il Comitato scientifico, che mette insieme realtà che quotidianamente si battono per i diritti delle donne, un gruppo giuridico, una rete nazionale di avvocate che offrono il patrocinio gratuito e possono fornire supporto a donne e minori già durante le fasi investigative, e il coordinamento nazionale, che cura il lavoro con le istituzioni, la comunicazione, l’orientamento delle donne alle antenne territoriali.

Ed è proprio della rete costituita in favore delle donne vittime di violenza, in sinergia con le forze dell’ordine, con gli assistenti sociali e con la procura, della condivisione e dell’impegno ventennale del Centro Antiviolenza Renata Fonte di Lecce che parla la presidente Maria Luisa Toto: "La donna chiede giustizia, chiede di essere riconosciuta, di essere creduta e, in quelle aule di  tribunale, non vuole essere rivittimizzata", ed è per questo - spiega - che il Centro accompagna le donne durante tutto il percorso, sia nella fase delle indagini preliminari che in quella processuale,  non lasciando mai quella mano che cerca conforto e aiuto”.

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