Cronaca

"Centro commerciale a San Gregorio? Basta cemento"

Patù: mobilitazione di diverse associazioni di cittadini e di movimenti politici per contrastare un progetto che starebbe prendendo consistenza. "L'area è di vasto interesse storico e archeologico"

Alcuni cittadini e l'associazione " don Liborio Romano" - Patù, l'Arci "Patù Terra di Mezzo", Italia Nostra Onlus Sezione Sud Salento di Parabita, associazione commercianti di via "San Gregorio" di Patù, l'associazione commercianti di via "Centro Storico" di Patù, il circolo Pd di Patù, Sinistra arcobaleno di Capo di Leuca si stanno battendo contro l'ipotesi di costruzione di un grande supermercato nella zona di San Gregorio, marina di Patù, una zona di grande interesse storico, archeologico e paesaggistico. "L'area in questione, sottolineano, è già attrezzata con ristoranti e aziende agrituristiche che attraversano non poche difficoltà, legate alla scarsa affluenza turistica durante la bassa stagione oltre alla sempre più scarsa disponibilità di parcheggi nella marina. Per tanto l'invito dei cittadini all'amministrazione comunale è quello di predisporre investimenti in azioni di promozione turistica integrata del territorio in collaborazione con gli operatori commerciali e turistici al fine di valorizzare le risorse naturali, storiche ed economiche già esistenti sul territorio, ma poco conosciute ed a realizzare. Una progettazione ecocompatibile con gli indirizzi urbanistici vigenti della Comunità Europea, Regionale e Provinciale che volontariamente, affermano, l'amministrazione di Patù tarda, colpevolmente, a recepire e attuare da anni".

Le richieste lanciate dai cittadini all'amministrazione riguardano prima di tutto l'annullamento delle procedure di progettazione e realizzazione dei lavori per il potenziamento della ricettività turistica nella marina di San Gregorio. Tale richiesta, inoltre ha avuto anche già un risvolto attraverso l'invio di un'istanza di annullamento del permesso di costruire al dirigente del settore Urbanistica della regione Puglia. Quindi l'invito all'amministrazione comunale di Patù ad attuare il progetto originario di riqualificazione che prevedeva un'area destinata ad uso sportivo e ricreativo ed ampliarlo favorendo la realizzazione di alcuni locali da adibire ad uso commerciale, un'ampia area destinata a parcheggi, un'area verde attrezzata con giochi per bambini ed una chiesetta per la celebrazione della messa domenicale.

Antonio De Marco, dell'Archeoclub Italia, lancia l'allarme sulla possibilità che questi lavori per il potenziamento della ricettività turistica possano alterare il paesaggio di San Gregorio dal punto di vista paesaggistico e archeologico. Gettandovi sopra, avvisano, 5mila metri cubi di cemento. In passato, dice De Marco, "alcuni interventi pubblici che hanno irrimediabilmente alterato i profili del paesaggio del promontorio e della fascia costiera demaniale, pur essendo area sottoposta a tutela paesaggistica e idrogeologica, e pur essendo in corso l'apposizione di una misura di tutela archeologica come sottolineato in una nota del Soprintendente alle Antichità di Puglia di Taranto, Felice Lo Porto, inviata al comune di Patù nel 1971". De Marco prosegue sottolineando come "dopo tutto questo tempo di assoluto, intenzionale e colpevole disinteresse da parte delle istituzioni locali, la marina di San Gregorio, si propone oggi come terra di conquista per faccendieri senza scrupoli, allettati a speculare indisturbati in un quadro di regolamentazione urbanistica consapevolmente mantenuto "precario" da più di 40 anni, da scelte politiche e amministrative scriteriate, che continuano ad aprire il campo ai misteriosi avvenimenti degli ultimi tempi prevedendo una manipolazione insensata dell'assetto urbanistico e la svendita del territorio comunale per favorire interessi di singoli privati".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Centro commerciale a San Gregorio? Basta cemento"

LeccePrima è in caricamento