Centro Porsche: malore per un operaio in sciopero della fame

15 lavoratori, licenziati, protestano da un mese. Trevisi, M5S: "La Regione Puglia deve farsi carico della vertenza prima che la situazione peggiori"

Nardò - Continua la protesta dei 15 lavoratori del circuito della Pista salentina di Nardò, gestita da Porsche Engineering, che sono stati licenziati dall'azienda dopo 20 anni di precariato. La protesta estrema, messa in atto da uno dei tecnici che rifiuta il cibo da una settimana, è costata un malore. Il lavoratore è stato quindi trasportato in ospedale. 

Duro, a riguardo, il commento del consigliere del M5S Antonio Trevisi: “Da tempo chiediamo alla Regione Puglia di occuparsi seriamente della vertenza  - spiega il pentastellato - perchè preoccupati per la salute dei lavoratori, sempre più allo stremo dopo oltre un mese di presidio permanente. Oggi purtroppo è successo quello che temevamo. Dobbiamo aspettare che la situazione peggiori ulteriormente o che qualcuno decida di ricorrere a un gesto estremo perchè  ai lavoratori venga riconosciuto il sacrosanto diritto alla stabilizzazione?”.

I consiglieri del Movimento 5 stelle Antonio Trevisi e Cristian Casili hanno depositato una richiesta per l’audizione dell’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone, per conoscere le condizioni in cui si trovano attualmente collaudatori e operai che lavorano nel circuito e avere informazioni sui finanziamenti regionali di cui l’azienda ha beneficiato. 

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Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo in Puglia dei vertici del gruppo tedesco. “Speriamo che si faccia chiarezza sul perchè i lavoratori di Nardò vengano discriminati rispetto a quelli del resto d’Italia  - continua Trevisi - e finalmente si trovi un accordo definitivo che plachi la disperazione di queste famiglie. L’atteggiamento tenuto dal gruppo finora è di totale chiusura, con il management locale che ha disertato tutti gli incontri convocati dalla task force regionale per l’occupazione per discutere della vertenza. Un atteggiamento inaccettabile, anche alla luce dei milioni di fondi regionali di cui il gruppo ha beneficiato nel corso degli anni”.

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