Cronaca

Cerano, imprenditore che denunciò appalti minaccia suicidio sulla torre

Il 44enne di Monteroni di Lecce a marzo salì sul nastro trasportatore. A maggio finì coinvolto nell’inchiesta su presunte anomalie

La centrale Federico II (Brindisi Report)

BRINDISI – Dopo il tentato suicidio sul nastro trasportatore della centrale di Cerano l’imprenditore di Monteroni di Lecce si è inerpicato direttamente sulla torre numero 8 della Federico II in un secondo, disperato gesto. E’ stato fermato dai colleghi intorno alle 13,30, cos’ come si apprende dal quotidiano online BrindisiReport, il titolare di un’azienda che, in passato, ha collaborato con la nota società elettrica che gestisce l’impianto industriale.

Sul posto, in mattinata, sono giunti i vigili del fuoco della città adriatica, assieme ai carabinieri della compagnia locale e agli operatori del 118. La tensione è stata sciolta, fortunatamente, senza tragici epiloghi. Lo scorso 7 marzo, infatti, fu fermato in una situazione analoga, prima che fosse troppo tardi. Anche in quell’occasione, la vicenda si concluse senza conseguenze, fatta eccezione per lo spavento dei presenti.

Poi le cronache locali tornarono a parlare della vicenda quando, un paio di mesi dopo, fu pubblicata una maxi inchiesta sulla gestione degli appalti interni alla centrale. Furono coinvolti anche alcuni funzionari e dirigenti romani, a seguito di un'indagine nella quale finì lo stesso imprenditore salentino che aveva puntato il dito contro il sistema di appalti della società Enel Spa.

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