Cronaca

Dopo i sigilli sospesi licenza per il noto marchio e accordi per 60 lavoratori

Prime conseguenze dopo il sequestro. La società salentina Cerra, proprietaria del terreno, ribadisce la correttezze dell'iter seguito e il rispetto dell'ambiente

Raffaele De Santis.

OTRANTO – I sigilli apposti questa mattina al cantiere del Twiga Otranto, in seguito all’inchiesta aperta dalla procura di Lecce, hanno già determinato delle conseguenze: la prima è la sospensione del contratto di licenza del marchio Twiga tra la Cerra, società proprietaria del terreno, e la Byllionaire Lifestyle; “Questo – si legge in una nota della società salentina - al fine di tutelare il buon nome Twiga e quello del suo fondatore, il signor Flavio Briatore, che sono del tutto estranei agli accertamenti in corso.

La seconda ripercussione è la sospensione “sino all’esito della valutazione tecnico giuridica in corso, i sessanta pre-contratti di lavoro stipulati con il personale selezionato, nonché le attività delle aziende e dei fornitori coinvolti nella realizzazione del progetto”.

Nel merito dell’intervento dell’autorità giudiziaria, Raffaele De Santis, presidente del consiglio di amministrazione della Cerra spiega che “prima di iniziare i lavori la società ha seguito un complesso iter burocratico-amministrativo all’esito del quale ha legittimamente ottenuto una concessione edilizia corredata da ben 11 pareri favorevoli da parte di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento amministrativo”.

La società chiarisce infine che “il provvedimento odierno è un sequestro probatorio dell’area interessata dal progetto Twiga Otranto volto a consentire una valutazione tecnico giuridica e, pertanto, disposto anche nell’interesse degli imprenditori che stanno investendo per la realizzazione di questo progetto nel rispetto di quanto espressamente previsto dalla concessione edilizia.

La  Cerra conclude la sua nota auspicando “che le dovute verifiche tecnico giuridiche siano espletate in tempi brevi, così da consentire l’avvio dell’attività prevista evitando ulteriori danni economici e di immagine per la società e per gli imprenditori interessati, i cui valori fondamentali sono il rispetto della legge, la tutela del paesaggio e lo sviluppo sostenibile del territorio”.

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