Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Certificato medico "sospetto", a processo dottore e lavoratore

Dalle analisi sulle celle telefoniche, il professionista, che avrebbe visitato l’impiegato di Galatina sottoposto a procedimento disciplinare, si trovava a Ponza. Entrambi sono accusati di truffa e falsità ideologica

GALATINA - Si allontana dal posto di lavoro senza autorizzazione e sottoposto a procedimento disciplinare presenta, dopo un mese, un certificato che attesta una lombosciatalgia. Ma quel medico che l’avrebbe visitato a Galatina, nel giorno in cui accusò il malessere, si trovava all’isola di Ponza. Almeno questo è quanto hanno accertato le indagini condotte sulle utenze del professionista Daniele Maurizio Caico, 51 anni, che, oltretutto, è originario di Foggia e residente a Sermoneta (Latina).

Da persona informata sui fatti ora dovrà rispondere da imputato della vicenda avvenuta il 15 giugno del 2017. Lo ha deciso il pubblico ministero Donatina Buffelli nel decreto di citazione a giudizio notificato nei giorni scorsi sia a lui che all’impiegato Antonio Tommaso Serafini, 61enne di Galatina, per i reati di truffa e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale.

Il processo si aprirà il prossimo 13 dicembre dinanzi al giudice della prima sezione penale Bianca Maria Todaro.

E pensare che il procedimento nel quale inizialmente era indagato solo il lavoratore poteva chiudersi con un’archiviazione. E’ stato il giudice Alcide Maritati a tenere aperto il caso, accogliendo l’opposizione dell’avvocato difensore del datore di lavoro Stefano Stefanelli che aveva chiesto di acquisire i tabulati telefonici connessi all’utenza in uso al dottore per accertare se effettivamente lo stesso si trovasse in provincia di Lecce il giorno della visita.

Dai successivi accertamenti, la scoperta: le utenze del professionista agganciavano sull’isola di Ponza. Circostanza questa che smentirebbe la versione rilasciata agli investigatori  dal medico, quando ascoltato a sommarie informazioni, riferì di aver visitato il paziente durante un soggiorno in Salento “per ricorrenze familiari”, e su indicazione di un conoscente di cui non ricordava il cognome.

Queste le accuse che gli imputati avranno modo di respingere davanti al giudice, attraverso gli avvocati Pantaleo Cannoletta e Silvio Caroli.

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