Braccianti stagionali, degrado e sfruttamento. L'allarme di Cgil, la replica del Comune

Con una lettera il sindacato denuncia la persistenza di condizioni sanitarie e lavorative indecorose e punta l'indice contro l'amministrazione neretina di Marcello Risi che però rivendica, anche per quest'anno, un programma di accoglienza predisposto per far fronte all'emergenza

Una foto del maggio 2014.

NARDO’ – Illegalità diffusa e condizioni igienico sanitarie al limite. Con la raccolta stagionale della frutta torna l’allarme per le condizioni di lavoro e di salute dei braccianti che si sono riversati nelle campagne di Nardò, ma non solo.

E la Cgil scaglia un vero e proprio atto d’accusa nei confronti della locale amministrazione comunale che però conferma di aver messo in campo, anche per quest'anno, quanto in suo potere per allestire un'accoglienza dignitosa grazie anche alla collaborazione di diverse associazioni. 

Si tratta di una vicenda legata a doppio filo con la piaga del caporalato e che l’opinione pubblica ha imparato ad associare a Masseria Boncuri, uno dei tanti “non luoghi” di sfruttamento e degrado: una volta chiusa, infatti, i lavoratori si sono trasferiti altrove, a partire dagli spazi di una ex falegnameria.

Nel 2011 ci fu la prima clamorosa protesta dei braccianti di origine straniera, finita anche sul palco della Notte della Taranta con la testimonianza di Yvan Sagnet. Nel maggio del 2012 fece scalpore l’operazione Sabr dei carabinieri, partita da un’inchiesta del 2009 e sfociata poi in un procedimento penale di cui si sta celebrando il primo grado di giudizio.

Nel maggio del 2014, grazie ad un accordo tra Regione Puglia ed Emergency, è stata allestita una postazione mobile per l’assistenza sanitaria, così come del resto venne deciso per l’altro estremo della regione, le campagne della Capitanata. Ma dalla prospettiva dell’emergenza non se ne viene fuori e la Cgil denuncia  con una lettera inviata al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, al governatore Michele Emiliano e al direttore generale della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni, “le condizioni in cui si trovano i lavoratori impegnati nella raccolta di prodotti ortofrutticoli nelle campagne della zona di Nardò”. Sollecitando, al contempo, un tavolo urgente.

“Spiace stigmatizzare -  scrivono Antonella Cazzato (Cgil Lecce) e Antonio Gagliardi (Flai Cgil Lecce) - “come, per l’ennesimo anno, l’amministrazione comunale non abbia allestito per tempo alcuna struttura in grado di offrire dignitosa accoglienza ai lavoratori, in tempo utile per prevenire l’utilizzo dell’area dismessa denominata ‘ex falegnameria’, sempre più insicura e affollata da persone”. Tra le conseguenze, segnala il sindacato, l’occupazione di terreni privati o di casolari dispersi con materassi e il minimo indispensabile per un riparo di fortuna.

“A nulla sono valse le richieste di questa organizzazione sindacale – affermano i due esponenti della Cgil - perché si introducessero soluzioni non di emergenza, in quanto è stato disatteso da parte del comune capofila l’impegno di convocare in tempo utile il coordinamento istituzionale dell’Ambito Sociale di Zona. Peraltro, il ‘Protocollo sulla raccolta dei prodotti stagionali nell’area nord ovest della Provincia’, sottoscritto da ConfAgricoltura, Coldiretti, Cia e Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, è teso a introdurre meccanismi di incontro tra domanda e offerta di lavoro in un comparto fortemente compromesso da ampie irregolarità su un ambito ben più vasto che non il solo agro neretino”.

Il punto di vista dell'amminsitrazione neretina di centrosinistra, guidata da Marcello Risi, è distante da quello del sindacato: "Anche quest’anno - si precisa in una nota - è stata allestita un’area attrezzata per l’accoglienza dei lavoratori immigrati che raggiungono il nostro territorio per la raccolta stagionale delle angurie e dei pomodori. Il campo, attrezzato con tende, bagni chimici, docce, acqua potabile, aula destinata a servizi di mediazione e alfabetizzazione, è lo stesso dello scorso anno e sorge in località Arene Terrazze, a poche centinaia di metri dalla Masseria Boncuri. In più quest’anno, a partire dal 27 luglio, sarà attivo un ambulatorio medico fisso gestito da Emergency".

“Ringrazio tutte le associazioni di volontariato che collaborano con il Comune per la migliore gestione del servizio di accoglienza", ha dichiarato il primo cittadino con riferimento a Caritas, al locale gruppo scout, a Diritti a Sud, a Emercengy e alla cooperativa Rinascita che cura i servizi di alfabetizzazione.
“L’accoglienza dei lavoratori migranti - ha concluso Risi - è tratto caratterizzante della identità della nostra comunità: operiamo per un'Europa inclusiva, aggregata sui valori della solidarietà e del lavoro. E' per questo che riteniamo di dover fare la nostra parte. La nuova Europa si costruisce così: mattone su mattone, municipio per municipio”.

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