Cronaca

Chi è "Nana"? Una scritta ossessiva sui muri del centro

E' il graffito che si vede sui muri dei palazzi storici nel cuore di Lecce vecchia. Ce ne sono tanti di "Nana". Ovunque. Ma non è dato sapere chi è l'autore, né cosa si nasconde sotto il simbolo

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Chi è "Nana"? Se non sei dell'ambiente, difficile saperlo. O forse non è proprio nessuno, ma un simbolo, un logo di cui appropriarsi, un'idea dietro la quale stilizzare un modo di essere e, quindi, di rappresentarsi. Linguaggi sub-urbani, che ai più passano come inutili e obbrobriosi scarabocchi sui muri. E che muri. Quelli delle chiese (alle spalle del Duomo), dei palazzi storici (via Umberto I, di fronte Palazzo dei Celestini), sugli angoli delle viuzze nel cuore del centro storico di Lecce. "Nana". Chi è? Sta diventando un'ossessione.

A volte il nomignolo appare solitario, con la seconda "N" ribaltata di 180 gradi; altre è accompagnato da un graffito "simil-Manga": il faccino dispettoso di una signorinella tutta frangetta che porta l'indice sulle labbra, dove si insinua la punta della lingua: "Tutti zitti, please", sembra dire. E chi parla.

Spunta ormai da tutte le parti "Nana". Bomboletta spray di colore rosso, a volte nero. Ci metteranno meno di un minuto i writer a lasciare il loro segno sui muri della città vecchia. Rischiando non poco di essere visti nel bel mezzo dell'opera dai residenti, dalle forze dell'ordine, dai passanti. Per loro sarebbero guai seri. Ma rischiano. E così la signorinella, o il nomignolo che l'accompagna, continuano a riprodursi senza sosta. Proliferano ovunque. "Nana" è apparsa anche sui muri di un edificio all'interno de "La Badessa", sulla Squinzano-Casalabate, l'ex centro di accoglienza "Lorizonte" che la scorsa estate fu utilizzato dai punkabbestia come area di sosta. Ma il riferimento ai fatti è solo per onor di cronaca. Ci mancherebbe. Come è pur vero che lasciare il segno non è solo cosa di questi tempi. Chi è nato con Zorro e Nutella lo sa bene.


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