Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Chiese denaro ad un automobilista per "riparare" lo specchietto. Condannato a un anno

Gaetano Fiaschè, appartenente ad una famiglia di nomadi di Noto, è accusato di tentata estorsione per fatti risalenti al 2010. Il ragazzo cercò di truffare un 62enne di Sternatia, esortandolo a consegnare 150 euro come risarcimento dei danni arrecati al vetro dell'auto

Il Tribunale di Lecce

LECCE  - E’ stato condannatoa un anno di reclusione e al pagamento di 300 euro di multa, con l'accusa di tentata estorsione, Gaetano Fiaschè, il 22enne nato a San Pietro Vernotico, ma residente a Noto, in provincia di Siracusa. Lo ha stabilito il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato,  a conclusione dell’udienza preliminare che si è tenuta, questa mattina.

Nel mese di settembre del 2010, il ragazzo, assieme alla complicità di un altro individuo, aveva costretto un 62enne di Sternatia a consegnare una somma di 150 euro come “risarcimento” per i danni provocati, secondo il 22enne  al proprio specchietto.

Il malcapitato conducente si sarebbe, in quell’occasione rifiutato, invitando i due giovani a recarsi in carrozzeria per la riparazione. Un invito che Fiaschè avrebbe rifiutato, facendo peraltro riferimento alla propria regione di provenienza, e insistendo sulla consegna dei contanti. La richiesta iniziale era di 200 euro, ma si sarebbe accontentato anche di 150.

Difeso dall’avvocato Francesco Viviani del Foro di Castrovillari, e da Antonello Forestieri del Foro di Siracusa, il ragazzo appartiene al gruppo conosciuto come i “Camminanti” di Noto, una comunità di nomadi semi-stanziali diffusi soprattutto nella cittadina barocca siciliana, in cui Fiaschè risiede. Nell’aprile di due anni addietro, fu la volta di un altro episodio in cui un 46enne, altro componente della famiglia Fiaschè, mise a segno la truffa dello specchietto. La segnalazione arrivò da via Adriatica, a Lecce, dove un anziano era stato raggirato con il solito metodo, e fu esortato a versare contanti per 100 euro, sempre per via di quel danno al vetro laterale. Ma i pensionati non erano le sole vittime prescelte.

Tra queste, infatti, anche donne, come dimostra un altro fatto registrato nelle cronache locali che risale al 2009. Nicola Fiaschè, attualmente 24enne, sempre appartenente alla comunità isolana, fu riconosciuto e accusato dalla conducente di un veicolo, di essere l’autore di quei piccoli incidenti “mordi e fuggi” simulati in strada. Durante la perquisizione del mezzo del giovane, gli agenti di polizia  trovarono diversi attrezzi: una mazza, uno scopino, gommini e pastelli a cera scuri. Praticamente l’indispensabile kit per mettere a segno la truffa dello specchietto.

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