Chiusa in casa e lasciata senza farmaci e nella sporcizia: in 5 rinviati a giudizio

Si aprirà il 6 giugno il processo sulla vicenda avvenuta nel gennaio dello scorso anno che ha per sfortunata protagonista una ragazza con diversi disturbi mentali, "prelevata" dal reparto di psichiatria del "Fazzi"

LECCE - Prelevata dal reparto di psichiatria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e condotta prima in una residenza estiva dove sarebbe rimasta da sola per due giorni, al freddo e senza farmaci, e poi trasferita in un’altra abitazione, chiusa a chiave, tenuta in pessime condizioni igieniche e senza poter seguire la terapia. Tutto con l’obiettivo di mettere le mani sull’amministrazione di sostegno.

E’ questa la vicenda, avvenuta nel gennaio dello scorso anno, che a partire dal 6 giugno, finirà al vaglio del giudice della prima sezione penale Stefano Sernia. Lo ha deciso oggi il gup Michele Toriello che, al termine dell’udienza preliminare, ha disposto il rinvio a giudizio di cinque persone, accusate a vario titolo di sottrazione, abbandono e circonvenzione di persona incapace, sequestro di persona, false informazioni al pm e tentata estorsione.

Si tratta dell’avvocato Gabriella Cassano, 47 anni, di Lecce, del compagno Fabio Degli Angeli, 47, di Carmiano, di Domenico Della Porta, 42 anni, di Carmiano, psicologo e cugino di Cassano, di Cosimo Visconti, 73, di Carmiano e Cosimo Flieri, 61, di Veglie.

Stando alle indagini condotte dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, che costarono l’arresto (ai domiciliari) dei primi due, la ragazza fu condotta da Cassano, Degli Angeli e Della Porta, dall’ospedale di Lecce, dove era ricoverata, in un’abitazione estiva a Marittima di Diso. E’ qui che sarebbe rimasta da sola per due giorni (dal 14 al 16 gennaio) per poi essere trasferita nell’abitazione a Veglie di Filieri, dove avrebbe vissuto per altri nove, in pessime condizioni igieniche e senza la possibilità di uscire se non per essere poi accompagnata da Della Porta presso l’Hotel Tiziano, dove  Cassano l’avrebbe portata davanti al giudice tutelare di Lecce per discutere l’istanza di revoca/modifica di amministratore di sostegno. Questa richiesta, racconta l’inchiesta, sarebbe stata “manipolata” da Cassano e Degli Angeli: i due, approfittando della debolezza della giovane affetta da disturbi mentali (da qui, l’accusa di circonvenzione di incapace) l’avrebbero convinta che l’amministratore di sostegno, l’avvocato Maria Grazia Iovino, non si curasse di lei, inducendola così a sostituirla con l’avvocato Cassano. Questa e Filieri, inoltre, sono accusati anche di false informazioni al pubblico ministero, perché avrebbero indottrinato la malcapitata sulla versione da fornire al magistrato, nello specifico che si era allontanata da sola dall’ospedale e di non fare nomi altrimenti  “sarebbero andati tutti in galera”.

Cassano, dal banco degli imputati risponderà anche di tentata estorsione perché avrebbe chiesto un’ingente somma di denaro, a titolo di pagamento della propria parcella per i servizi legali resi, al padre della ragazza, prospettandogli in caso contrario di pignorargli la casa e di “farlo finire in prigione per cinque anni”.

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati Luigi Piccinni, Salvatore De Mitri, Letizia Garrisi e Romeo Russo, mentre  saranno parte civile civile al processo, l’amministratore di sostegno Maria Grazia Iovino, con l’avvocato Maurizio Sanasi, e il padre della ragazza con l’avvocato Arturo Balzani.

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