Cronaca

Chiuse due case di riposo: anche cure senza qualifiche di infermiere

I casi a Lecce e Monteroni. I carabinieri del Nas e della compagnia hanno riscontrato varie violazioni di carattere amministrativo e penale. Gli riaffidati alle rispettive famiglie

Foto di repertorio.

LECCE – I carabinieri del Nas e della compagnia di Lecce hanno chiuso due case di riposo, una del capoluogo e l’altra a Monteroni di Lecce. Entrambe, infatti, avrebbero tradito irregolarità piuttosto evidenti. A Lecce, la situazione ha riguardato una struttura ricettiva per anziani la cui proprietà aveva richiesto l’autorizzazione al Comune a operare come Centro diurno, ai sensi dell’articolo 68 del 18 gennaio 2007 (numero 4). Funzionamento previsto: otto ore ogni giorno, senza pernottamento.

Nel corso di un controllo igienico-sanitario, però, i carabinieri hanno evidenziato come l’autorizzazione non fosse ancora stata concessa, pur essendo la struttura in funzione. Non solo. Pur essendo catalogata come struttura diurna per persone autosufficienti (e quindi senza la necessità di personale medico e infermieristico), tra i cinque anziani presenti ve ne sarebbero stati due che pernottavano già da qualche tempo. Si sarebbe così configurata l’esistenza di una vera e propria casa di riposo abusiva, priva dei requisiti strutturali e organizzativi necessari.

Al titolare della struttura sono state contestate sia la violazione penale derivante dalla mancata comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza delle generalità delle persone alloggiate, sua una violazione amministrativa, per aver avviato la struttura ricettiva senza l’autorizzazione. Il Nas ha informato la magistratura e il Comune di Lecce per i provvedimenti penali e amministrativi che ne conseguiranno. La struttura, nel frattempo, è stata sgomberata. Gli anziani ospiti, dopo aver convocati i rispettivi parenti, sono rientrati presso le proprie abitazioni.

Una situazione per certi versi simile riguarderebbe, poi, anche un’altra struttura, in questo caso a Monteroni di Lecce, gestita da una cooperativa di Carmiano. Durante l’ispezione, i carabinieri del Nas, insieme con i militari della stazione di Monteroni e dell’aliquota operativa della compagnia di Lecce, hanno riscontrato che, sebbene sulla carta quel luogo risultasse una casa-alloggio (struttura di intrattenimento per persone anziane autosufficienti), avrebbe ospitato da tempo circa una decina di persone. Fra gli anziani, peraltro, i più sarebbero stati costretti a letto e non autosufficienti. All’assistenza, anche infermieristica, avrebbero provveduto due semplici dipendenti senza la qualifica d’infermiere.

I militari hanno anche ritrovato documentazione, costituita da veri e propri “passaggi di consegne” che dipendenti trovate sul posto si sarebbero scambiate con altre cinque lavoratrici, non presenti al momento del controllo, ma in corso d’identificazione. Nei documenti, sarebbero stati segnati in ordine cronologico tutti gli interventi, compresi medicinali e terapie somministrate agli anziani bisognosi.

In questo caso, i carabinieri, trovandosi nuovamente di fronte a quella che è stata ritenuta una casa di riposo abusiva, hanno denunciato penalmente le due dipendenti per esercizio abusivo di professione sanitaria (lo stesso accadrà per le altre cinque dipendenti, non appena saranno compiutamente identificate). Il presidente della cooperativa, invece, è stato denunciato sia per concorso in esercizio abusivo di professione sanitaria, sia per la mancata comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza delle generalità delle persone alloggiate.

Sono seguiti poi accertamenti e altre contestazioni su violazioni di natura amministrativa, tra cui omessa notifica di unità d’impresa alimentare all’autorità competente, mancata implementazione di piano di autocontrollo Haccp e mancata comunicazione all’autorità sanitaria della trasformazione della tipologia di struttura ricettiva per anziani. Anche in questo caso, gli anziani sono stati riaffidati ai familiari, e l’attività comunicata a Procura, Asl e autorità amministrative.

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