Terminale bus senza biglietteria, sala d’attesa né bagno. Utenti in attesa al freddo

La Fit Cisl segnala la chiusura dei locali in via Vittime del terrorismo dove ogni giorno decine di pullman della Stp portano studenti e pendolari. Disagi anche per il personale viaggiante. E un operaio denuncia l'aumento dell'abbonamento mensile

Una foto del terminale dei bus.

LECCE – Biglietteria, sala d’attesa e servizi igienici chiusi nel terminale di autobus di Stp tra Vittime del terrorismo e viale Aldo Moro, a Lecce. E disagi per centinata di utenti, ma anche per il personale in uno degli snodi di connessione tra la mobilità provinciale e il sistema cittadino dei trasporti. Per andare in bagno, bisogna rivolgersi ad uno dei locali pubblici della zona.

Lo fa sapere la Federazione italiana trasporti della Cisl di Lecce, attraverso il segretario generale, Giovanni Conoci: “Da circa un mese – spiega il sindacalista – le strutture presenti nel capolinea erano inagibili e versavano in uno stato di degrado, una situazione  questa che avevamo già denunciato all’azienda. Il 2 gennaio l’azienda invece di provvedere a riqualificarle ha deciso di chiudere il servizio biglietteria creando un forte disagio ai viaggiatori che non sanno come e dove reperire i biglietti in quanto non hanno provveduto a convenzionare i punti vendita dei titoli e non è possibile inoltre acquistarli online. La Fit Cisl chiede quindi al Comune di Lecce di ripristinare lo stato dei luoghi e all’azienda Fse di riattivare la biglietteria e la sala d’attesa dei viaggiatori.

Un’altra protesta arriva alla redazione di LeccePrima dal fronte degli utenti del servizio di trasporti. E’ quella di un operaio, uno di quelli  che si alzano la mattina presto per andare a lavorare in fabbrica: da Ugento, per la precisione, alla New Holland, nella zona industriale di Lecce. Una vita di sacrifici, anche per la condizione non facile di pendolare, dal 2007: sveglia 5.50 per essere al lavoro all’inizio del turno, ritorno a casa intorno alle 18.30 dopo aver timbrato l’uscita alle 16.15. Due ore circa di attesa prima di rientrare a casa, pensando al recente matrimonio, alla figlia in arrivo, al mutuo da pagare.

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E al rientro dopo le vacanze di Natale una sorpresa non certo gradita: l’aumento dell’abbonamento mensile da 72 a 86.40 euro. La ragione consiste nella scelta dell’azienda di non calibrare più il costo sui giorni effettivi di lavoro, dal lunedì al venerdì, ma considerando feriale tutta la settimana. Una decisione che comporta un onere aggiuntivo a fronte di un servizio non richiesto.

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