Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

“Confusione e sovraccarico di lavoro”, Confsal lancia l’allarme per il tribunale di Lecce

Martedì 15 settembre cominceranno le riunioni dei vari settori organizzate dal sindacato Confsal-Unsa. Nei prossimi giorni toccherà al contenzioso civile. “La definitiva chiusura degli ultimi tre edifici decentrati di Nardò, Maglie e Casarano ha intasato l’organizzazione del lavoro”

LECCE - Il tribunale di Lecce sembra avviato verso una crisi senza ritorno, a meno che non si torni ad una proficua collaborazione tra tutte le componenti: magistratura, avvocatura e personale giudiziario. L’allarme è stato lanciato dal sindacato Confsal-Unsa che si dice preoccupato per le criticità di funzionamento che accusa il tribunale di Lecce, ormai l’ufficio più consistente del distretto di Lecce, Brindisi e Taranto.

A tal proposito Confsal-Unsa, pochi giorni addietro, ha scritto una lettera richiedendo un incontro di tutti i sindacati e della rsu inerente agli aspetti delle varie attività. Lo stesso sindacato sta inoltre organizzando numerose riunioni con il personale dei vari settori del tribunale: si inizierà martedì mattina con le due sezioni penali e si proseguirà subito dopo con le sezioni del contenzioso civile.

“Quanto al contenzioso civile – spiega il segretario regionale Giovanni Rizzo – la definitiva chiusura degli ultimi tre edifici decentrati di Nardò, Maglie e Casarano e l’afflusso di dodici giudici onorari con le relative udienze civili, nonché di dodici dipendenti, hanno intasato ulteriormente la logistica e l’organizzazione del lavoro dell’ormai unica sede di Lecce. Tant’è che, per far fronte a tutte le udienze, si è dovuto ricorrere ai doppi turni, con inizio alle 12,30 e con ovvi disagi a cittadini, avvocati e personale giudiziario, provocando anche sensibili spese per il lavoro straordinario richiesto agli operatori. La sistemazione del personale e dei fascicoli risulta precaria, con un possibile cedimento alla logica dell’emergenza”.

“Altre organizzazioni sindacali – aggiunge Rizzo – insieme a associazioni forensi e di magistratura, hanno fortemente voluto la revisione della geografia giudiziaria che, però, ha prodotto scompensi e una compressione dei diritti. La Confsal -Unsa ha invece avversato la soppressione totale della giustizia periferica. La legge delega prevedeva che talune sezioni staccate (nel Salento proprio Maglie, Nardò e Casarano) potessero restare aperte. Ben tre governi (da Monti a Letta fino a Renzi) hanno invece voluto desertificare il territorio, impoverendolo di risorse e servizi”.

Il sindacato annuncia clamorose iniziative di protesta nel caso in cui l’amministrazione centrale non dovesse dimostrare attenzione verso i problemi reali della giustizia.

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