Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Appalti truccati alla Asl di Brindisi, chiuse le indagini per 51 dei coinvolti

A quasi metà delle 133 persone coinvolte nell'ambito dell'operazione condotta lo scorso 12 novembre, è stata notificata la chiusura delle indagini preliminari. Tra gli indagati anche alcuni leccesi, come l'ex direttore dell'Azienda sanitaria della città adriatica

La conferenza di novembre, quando scattarono gli arresti

BRINDISI – Chiuse le indagini preliminari per 51 delle 133 persone coinvolte nell’inchiesta in cui, alcuni mesi addietro, emerse lo scandalo sugli appalti dell’area tecnica della Asl di Brindisi, per 34 milioni di euro,  andranno a giudizio. Tredici sono già a processo e le altre restanti posizioni, invece, sono state archiviate. Gli indagati sono stati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, turbativa d’asta, falso in atti pubblici, corruzione, frode in pubbliche forniture, violazione del segreto d’ufficio.

Tra questi, anche alcuni leccesi, tra cui Rodolfo Rollo, 53 anni, di Cavallino, ex direttore della Asl di Brindisi, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda e Giancarlo Nuzzaci, 44 anni, di Trepuzzi; Antonio Miglietta, di Trepuzzi, 50 anni, difeso dall’avvocato Antonio Savoia e Antonio Perrino, 57 anni, residente a Trepuzzi, difeso dall’avvocato Antonio Savoia; Alfredo Rampino, 65 anni di Lecce, difeso dagli avvocati Angelo Pallara e Massimo Manfreda.

Gli altri indagati che hanno ricevuto la notifica di chiusura delle indagini, la maggior parte dei quali del Brindisino, sono: Enzo Mauro Albanese, 70 anni, di Brindisi difeso dall’avvocato Massimo Manfreda; Vincenzo Albonico, 73 anni, di Monza, difeso da Giuseppe Brancasi; Renato Ammirabile, 45 anni, di Polignano a Mare, difeso dall’avvocato Leonardo Musa; Marcello Annese, di Bari, 48 anni, difeso dagli avvocati Gabriele Contini e Vito Mormanno; Umberto Aprule, di Brindisi, 52 anni, difeso dall’avvocato Cosimo Deleonardis; Massimiliano Bellinfante, 43 anni, di Trepuzzi, difeso dall’avvocato Giuseppe Brancasi; Francesco Blasi, 61 anni, di Brindisi; Roberto Borraccino, 62 anni, residente a Taranto; Raffaele Buongiorno, 51 anni, di Brindisi; Ignazio Buonsanto, 51 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda; Angelo Campana, 61 anni di Mesagne; Cosimo Cannone, 47 anni, di Brindisi; Andrea Chiari, 51 anni, residente a Latiano, difeso da Massimo Manfreda; Fenicia Cicerelli, 53 anni, di Bari; Silvana Cipriani, di Brindisi, 59 anni, di Brindisi; Grazia Cito, 44 anni di Ostuni; Alberto Corso (il figlio di Vincenzo Corso), 27 anni, di Brindisi; Ciro Antonio Costantino, 58 anni, di Tuturano; Massimo Cremonini, 43 anni, di Ferrara; Monica Crescenzo, 42 anni, di Brindisi, difesa dall’avvocato Rosario Almiento; Antonio Cosimo D’Elia, 51 anni, di Mesagne, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Giovanni De Nuzzo, 69 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Rosario Almiento; Cosimo Elmo, 58 anni, di Brindisi; Ezio Gambirasio, di Ponte San Pietro (Bg), 42 anni, difeso dall’avvocato Cosimo Lodeserto; Marisa Gianpaoli, residente a Bagno a Ripoli (Fi), di 60 anni; Ivo Grifoni, 40 anni, residente a Chignolo d’Isola (Bg); Riccardo Infante, 66 anni, di Trani; Vincenzo Izzo, 46 anni di Bari; Claudio Levorato, di Bologna, 65 anni; Luigi Marasco, di Brindisi, 62 anni; Armando Mautarelli, di Brindisi, 59 anni, difeso dall’avvocato Oreste Nastari; Mario Merlo, di Como, 64 anni, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Paolo Minoia, 59 anni, di Brindisi; Roberto Paini, 57 anni, residente a Monzuno; Valentino Palamidesse, 54 anni, di Palestrina, difeso dall’avvocato Vito Epifani; Brenno Peterlini, 64 anni, di Parma; Antonio Piro, di Brindisi, 62 anni; Gianluca Pisani, 43 anni, di Brindisi, difeso da Roberto Cavalera; Sonia Portoghese, 57 anni, di Brindisi; Giovanni Rana, di Bari, 59 anni; Cosimo Saracino, di San Pietro Vernotico, 67 anni; Antonio Sirena, 49 anni, di Brindisi; Tommaso Vigneri, 54 anni, di Bari, difeso da Cristian Di Giusto e Michele Laforgia; Salvatore Brigante, 60 anni, di Brindisi, difeso dall’avvocato Giovanni Brigante; Vincenzo Corso, 61 anni, difeso dagli avvocati Rosario Alminento e Francesca Conte. 

L’inchiesta è stata condotta nell’arco temporale compreso tra il 2006 e il 2011, ad opera dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Brindisi, in collaborazione con i carabinieri del Nas di Taranto, ed è sfociata nell’operazione denominata “Virus – Mercadet”. Le misure cautelari, lo scorso 12 novembre, riguardarono alcuni dipendenti pubblici dell’Azienda sanitaria di Brindisi e vari imprenditori. Fra questi ultimi, anche due leccesi, entrambi condotti in carcere: Vittorio Marra, 68enne e Adolfo Rizzo. Residenti nel capoluogo salentino, sono amministratori della Re.Vi. Srl, specializzata in servizi d’ingegneria clinica, con sede nella zona industriale di Surbo.

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