Nessuna agevolazione nel concorso: al vaglio dei giudici solo posizione del presunto “copione”

Si è chiusa con l’archiviazione della posizione di tutti gli indagati, compresa la commissione esaminatrice, coinvolti nell’inchiesta relativa a un concorso pubblico che si è tenuto a Sannicola nel 2012. In quella gara per un posto da istruttore direttivo tecnico, un candidato fu sorpreso mentre afferrava un foglio al vicino di banco: è stato accusato di aver copiato

Il Tribunale di Lecce

LECCE  - Dalle indagini non sono emersi indizi che i membri della commissione abbiano “suggerito” in qualche modo all'indagato la prova d'esame, tanto più che gli stessi costrinsero il candidato a lasciare l'aula. Si chiude così con un'archiviazione l'inchiesta che vedeva indagati per abuso d'ufficio e omissione d'atti d'ufficio quattro componenti della commissione incaricata di valutare le prove nel concorso per istruttore direttivo tecnico bandito dal Comune di Sannicola nel luglio del 2012.

Stiamo parlando di Loredana Campa, 49 anni, di Alezio, Amedeo Gioffreda, 64, di Sannicola Luisella Guerrieri, 56, di Lecce, Gianluca Saracino, 44, di Lecce. Il caso invece resta aperto per Alessandro Trevisi, 49 anni, originario di Brindisi ma residente a Sannicola, marito dell'allora comandante della polizia municipale Maria Elena Marti. Si tratta del candidato che avrebbe tentato di copiare durante l'esame che si tenne il 12 ottobre del 2012 nella palestra delle scuole medie del paese. Quella mattina un membro della commissione sorprese un concorrente armeggiare con un foglio e alla richiesta di spiegazioni questo riferì che gliel'aveva passato il suo vicino di banco, Trevisi.  

“Il documento in questione altro non è se non un comune foglio di calcolo, non costituendo invece assolutamente lo svolgimento dell'elaborato richiesto dai candidati. L'ipotesi accusatoria mi pare dunque non fondata.” aveva osservato nelle memorie l'avvocato Pomeo Demitri, difensore di Campa, presidente della commissione, e di Gioffreda,  segretario. In effetti, la commissione accertò che il foglio non conteneva la soluzione al quesito, ma che fosse comunque un aiuto non consentito dalla legge. Per questo Trevisi fu allontanato dall'aula.

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“Dal confronto dall'elaborato redatto dall'indagato durante la prova d'esame con il documento reperito presso l'abitazione del Trevisi è emerso, in sede di consulenza tecnica disposta dal pm ed elaborata dall'ingegnere Francesco De Giorgi, “una significativa corrispondenza”, e in particolare, la circostanza che “nell'elaborato d'esame sono riportate fedelmente diverse frasi presenti nel documento reperito in casa. Solo i relativi risultati sono diversi, in quanto funzione dei rispettivi differenti dati numerici originari”, scrive il giudice Gallo, secondo il quale però il reato deve ritenersi tentato poiché l'elaborato non è stato ultimato e consegnato alla commissione. 

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