Cronaca

Ciclista ferito e denunciato: era totalmente sbronzo

Un 30enne era stato soccorso nella tarda serata di domenica nei pressi del cavalcavia per Monteroni. Era riverso in una pozza di sangue. Nessun pirata della strada, però: è crollato perché ubriaco

La zona dov'è avvenuto il ferimento.

LECCE - Agganciato da un'auto pirata? Vittima di una buca maligna? Un'incredibile aggressione in corsa? Le ipotesi si sono accavallate una sull'altra, nei giorni scorsi, per tentare di capire quale misterioso evento avesse causato la caduta ed il ferimento (piuttosto grave, ma per fortuna non tale da metterlo a rischio della vita) di M.C., 30enne, trovato nella tarda serata di domenica scorsa riverso in una pozza di sangue, nei pressi del sottopassaggio per Monteroni (i leccesi lo chiamano il ponte di Monteroni), a ridosso di piazzale Rudiae, nella periferia della città.

Macché, nessun mistero: il ciclista era solo e semplicemente ubriaco. E non uno stato di ebbrezza leggero, da provocare un po' d'euforia ed un cerchio alla testa, di quelli che si smaltiscono con una dormita. Ma sbronzo fatto, giacché, dopo alcune analisi presso l'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, è risultato che al momento della caduta, a questo punto avvenuta per mancanza totale di lucidità, aveva un tasso alcolemico nel sangue di 3 grammi per litro. Un livello particolarmente alto.

Per avere un'idea di quanto, basti pensare che toccando i 4 grammi per litro, un uomo adulto e in buona salute rischia il coma etilico (che può condurre al decesso, se non s'interviene con un soccorso adeguato), condizione che minorenni e donne possono raggiungere anche solo con un livello di 2,5 grammi per litro. E sebbene vada considerato come le cifre siano puramente indicative, dato che la tolleranza all'alcool è soggettiva e lo stato di alterazione psicofisica variabile da un individuo all'altro, va da sé che sfondate certe soglie, si sia tutti a rischio serio, indipendentemente dalla propria capacità di reggere una bevuta.

E pensare che all'inizio di questa storia, sulla quale hanno indagato i carabinieri della compagnia di Lecce, si era temuto l'ennesimo incidente con omissione di soccorso, tanto più che in quel punto sono già avvenuti episodi del genere. L'eventualità non era però stata avvalorata dalle dichiarazioni della stessa vittima, che in un attimo di lucidità, aveva spiegato come l'accaduto fosse dovuto ad un suo malore improvviso. Ma la sua giovane età e le buone condizioni generali, hanno fatto apparire poco probabile questa versione. Oggi si è quindi giunti alla soluzione dell'enigma: causa dell'incidente sono state proprio le conseguenze dell'alto tasso alcoolemico nel sangue. E dato che ubriaco, per il 30enne è scattata la denuncia per guida in stato d'ebbrezza. Proprio così. Il codice della strada parla chiaro, in altre parole disciplina la circolazione di qualsiasi mezzo, biciclette incluse, e vieta di mettersi alla guida sotto l'effetto di alcool o di sostanze stupefacenti.

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