Cicorie, cavoli e marijuana a chili: il doppio lavoro del fruttivendolo

La squadra mobile del capoluogo ha arrestato un albanese, ambulante. Trasportava anche altro tipo di "erba". Si sospetta invadesse soprattutto il centro storico di Lecce con la sua "mercanzia"

Gallery fotografica di Luca Capoccia.

LECCE – Quasi quattro chili di marijuana nascosti tra cicorie e cavoli. Un carico destinato a rifornire, con ogni probabilità, i pusher che gravitano nella zona delle “Giravolte”, un intreccio di viuzze e piccole corti nel cuore del centro di storico di Lecce. E’ qui, tra palazzi storici, con terrazze barocche e balconi decorati, in una sorta di casbah profumata di spezie e aromi, a poche centinaia di metri dalle strade eleganti e dai turisti che affollano monumenti e caffetterie, che si concentra un vasto giro di spaccio. Numerose le segnalazioni di cittadini e residenti che, stanchi del continuo viavai in pieno giorno, chiedono l’intervento delle forze dell’ordine. La zona, un dedalo quasi inestricabile, è difficile da controllare.

Negli ultimi giorni, però, gli uomini della sezione antidroga della squadra mobile, hanno concentrato le loro indagini su Skerdian Mecaj, un albanese originario di Valona ma residente a Lequile. L’uomo, all’apparenza fruttivendolo ambulante, è stato pedinato fino al blitz scattato ieri mattina, poco alle 9.34. Nella tasca interna del giubbotto nascondeva due involucri di cellophane trasparente contenenti rispettivamente 2,9 e 2,7 grammi di marijuana: dei campioni da mostrare agli acquirenti secondo gli investigatori. Il carico di droga era nascosto all’interno del furgoncino utilizzato per la vendita della verdura, un Berlingo Citroen.

All’interno di una “tina” di plastica di colore nero, sotto uno strato di cicorie vi era una busta di cellophane trasparente contenente 1,997 chilogrammi di marijuana; una busta di con 1,026 chilogrammi di marijuana; e una terza busta contenente con altri 504 grammi di marijuana. L’uomo era inoltre in possesso di quattro telefoni cellulari e due Sim card, tutti sottoposti a sequestro. Mecaj, su disposizione del magistrato di turno, il sostituto procuratore Donatina Buffelli, è stato trasferito nel carcere di Borgo San Nicola.

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mecaj-2Un’operazione importante quella condotta dalla squadra mobile di Lecce, coordinata dal vicequestore Sabrina Manzone, sia per la quantità di droga sequestrata che per la peculiarità dell’arresto eseguito. La droga, infatti, già suddivisa in panetti, era pronta per essere ceduta. Circostanza che farebbe dell’albanese, secondo gli investigatori, una sorta di grossista con il compito di rifornire gli spacciatori che fanno affari d’oro nella zona tra via Santa Maria del Paradiso, piazzetta D’Ajmo e via delle Giravolte. Gli agenti stanno cerando due probabili complici di Mecaj, soggetto con piccoli precedenti che, a dispetto del mestiere, sul profilo Facebook mostra telefoni costosi e denaro contante, notebook di marca e auto lussuose. 

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