Cinghiali nell'oasi "Le Cesine": un rischio per l'ecosistema e per gli utenti

Wwf, Atc, Asl, Comune e forze dell'ordine cattureranno le scrofe che scavano per trovare le uova e potrebbero attaccare gli animali da compagnia, provocando incidenti

In foto: l'oasi Le Cesine.

LECCE - Cinghiali, maiali o forse una specie nata dall'incrocio delle prime due sta mettendo a repentaglio l'oasi naturale delle Cesine.

Le fototrappole, installate all'interno della Riserva, hanno infatti immortalato 80 animali che, scavando al fine di trovare il cibo, stanno distruggendo il sottobosco: il 65 percento delle stazioni di orchidee è già stato danneggiato e, a lungo termine, potrebbe risentire l'intero ecosistema.

L'allarme viene dal Wwf che ha chiesto collaborazione all’Ambito territoriale della caccia per risolvere il problema. Un primo incontro è avvenuto all’interno della Masseria e vi hanno partecipatp Luigi Melissano e Alberto Del Genio per Atc, Carmine Annicchiarico e Giuseppe De Matteis per il Wwf insieme  alle rappresentanze dei carabinieri forestali, della Asl e del Comune.

Dal punto di vista naturalistico sono emersi altri dettagli: questa specie si nutre infatti delle uova deposte da alcuni uccelli che nidificano nella macchia mediterranea. Il risultato è che in un anno le nuove nascite sono drasticamente diminuite.   

A monte di tutto vi sarebbe la pratica abusiva e illegale di liberare questa fauna all'interno dell'oasi; una fauna che raggiunge la maturità sessuale all’età di sei mesi, si riproduce due volte all’anno.

Non meno preoccupante è il rischio che corrono gli avventori delle Cesine, adulti e bambini, accompagnati da animali domestici che potrebbero essere attaccati dalle scrofe. E ancora, ad allarmare le forze dell’ordine è il pericolo di incidenti sulla provinciale provocati dal transito degli animali.

L’Ambito territoriale ha assicurato il proprio contributo, ricordando come l'oasi sia una zona interdetta alla caccia e nei prossimi giorni si avvierà un monitoraggio per la cattura di questi animali.

“L’Oasi è davvero in pericolo – ha sottolineato Gigi Melissano, commissario di Atc – e noi siamo ovviamente pronti ad intervenire rispettando le prescrizioni di legge. Lavorare accanto al Wwf per tutelare la Riserva che in tanti ci invidiano è per l’Atc una grande occasione. Due mondi apparentemente così distanti si incontrano, ciascuno con le proprie competenze, per difendere un delicatissimo ecosistema. E questa è una vittoria di tutto il territorio”.

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