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Cronaca Monteroni di Lecce

Clan Caracciolo-Montenegro, annullate 13 condanne. Ci sarà un nuovo processo d’appello

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente i ricorsi degli imputati, rinviando gli atti per un nuovo giudizio. Confermati cinque verdetti

MONTERONI - Sono state annullate 13 condanne inflitte nel processo d’appello nato dall’inchiesta “Battleship” sull’associazione “Caracciolo-Montenegro”, considerata una costola secessionista dello storico clan della Scu Tornese di Monteroni.

Questo in ragione del fatto che, nei giorni scorsi, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente i ricorsi degli imputati, rinviando gli atti per un nuovo processo.

La decisione degli “ermellini” della sesta sezione ha riguardato i coniugi che, nel dicembre del 2022, si erano visti confermare i 20 anni inflitti a testa in primo grado nel processo discusso col rito abbreviato, perché considerati a capo del sodalizio criminale impegnato nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ma anche in estorsioni, rapine, furti e minacce aggravate dall’uso delle armi e attivo, negli anni 2014 e 2015, a Monteroni, Leverano, Copertino e Porto Cesareo.

Stiamo parlando di Alessandro Caracciolo, di 60 anni, e della moglie Maria Antonietta Montenegro, di 53, residenti a Monteroni di Lecce, assistiti dagli avvocati Ladislao Massari e Angelo Vetrugno.

Anche per Altin Shehaj, 43enne, residente a Melissano, condannato in appello a 18 anni, sei mesi e 20 giorni, con l’accusa di aver svolto un ruolo fondamentale nelle importazioni di marijuana dall’Albania, è stato parzialmente accolto il ricorso presentato dall’avvocato difensore Stefano Stefanelli, e dovrà celebrarsi un nuovo giudizio.

Annullate, con lo stesso esito, altre dieci pene: i 14 anni che erano stati inflitti a Salvatore Conte, 55, di Leverano; i 12 anni, 9 mesi e dieci giorni, a Mirko Burroni, 39 anni, di San Cesario di Lecce; i 13 anni, dieci mesi e 20 giorni ad Angelo Cosimo Calcagnile, 47, leveranese (domiciliato a Porto Cesareo); i 10 anni e 8 mesi a Simona Caracciolo, 31 anni, di Monteroni; i 10 anni, due mesi e 20 giorni a Antonio Cordella, 36, di Leverano;  i 5 anni, 7 mesi e dieci giorni a Bruno Guida, 46, di Leverano; i 9 anni, un mese e 10 giorni per Cristian Nestola, 37, di Leverano; i 9 anni e 4 mesi a Alessandro Francesco Iacono, 39 anni di Leverano; i 5 anni, 4 mesi e 20 giorni ad Andrea Quarta, 45, di Monteroni di Lecce; gli 8 anni, 9 mesi e 10 giorni, ad Andrea Quarta, 40, di Leverano

Quanto agli altri cinque imputati che pure si erano rivolti alla Corte Suprema le condanne sono state invece confermate: 13 anni e 10 mesi per Massimiliano Lorenzo, 46, di Monteroni di Lecce; 6 anni, e 4mila di multa per Andrea Carlino, 35, di Racale; 7 anni, più mille euro di multa per Loris Pasquale Casarano, 48 anni, di Taviano; 4 anni e 8 mesi, più mille euro di multa per Ivan Mario Greco, 35, di Alliste; 2 anni e 4 mesi, più 14mila euro di multa, per Carlo Squittino, 51, di Castro.

Completano il pool dei difensori gli avvocati: Cosimo D’Agostino, Stefano Pati, Pantaleo Cannoletta, Laura Minosi, Mario Coppola, Luigi Suez, Stefano Prontera, Selene Mariano, Giuseppe Romano, Francesco Fasano, Giuseppe Cincioni, Salvatore Sciullo.

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