L’ombra del clan Coluccia anche sul calcio: chiesta la conferma delle condanne

La richiesta è stata formalizzata oggi dalla Procura generale nel secondo processo ai tre imputati coinvolti nell’inchiesta “Off-side” su presunti intrecci tra mafia e calcio

GALATINA - E’ stata chiesta la conferma delle condanne per i tre imputati nel processo d’appello scaturito dall’operazione “Off-side” su presunti intrecci tra mafia e calcio: nove anni e quattro mesi a Luciano Coluccia, 69enne di Noha, frazione di Galatina, e nove al figlio Danilo Pasquale, 38enne, accusati di aver fatto parte dell’omonimo clan; un anno, col beneficio della pena sospesa, più 500 euro di multa, all’allenatore del Maglie Antonio Renis, 38 anni, di Copertino, per la presunta partita “truccata” col Galatina del 3 aprile 2016.

Si tratta delle pene contenute nella sentenza emessa, nel novembre 2018, al termine del giudizio abbreviato,  dal giudice Alcide Maritati.coluccia-5

Le richieste sono state formalizzate oggi in aula dal sostituto procuratore generale Giovanni Gagliotta e il processo è stato aggiornato al prossimo 14 ottobre per la discussione degli avvocati difensori Carlo Martina, Luigi Greco e Anna Inguscio e della parte civile, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, verso la quale (nel primo processo) era stato disposto un risarcimento in solido di diecimila euro.

All’esito delle indagini, condotte dal pubblico ministero Roberta Licci (titolare del fascicolo), nel maggio di un anno fa, il gip Giovanni Gallo dispose l’arresto in carcere solo per il più giovane dei Coluccia, mentre per il più anziano, i domiciliari. Ma, questo, proprio qualche giorno fa, ha varcato le porte di “Borgo San Nicola”,  in seguito alla conferma da parte della Corte di Cassazione, della decisione presa dal Tribunale del Riesame.

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