Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Classifica università: l’ateneo salentino risale la china, ma resta tra gli ultimi

Le pagelle de Il Sole 24 Ore collocano l'Unisalento al 48° posto su 61. Meglio dell'anno precedente, ma ancora nel fondo classifica. Buoni gli indicatori su borse di studio e qualità della didattica, scarsa la capacità di attrarre gli studenti da altre regioni

LECCE – L’ateneo salentino non sembra cavarsela benissimo pur avendo risalito, di poco, la china.  Questo accade in Italia, a dispetto dell’ottimo posizionamento conseguito, invece, su scala internazionale.  Poco dopo il passaggio di testimone tra il rettore uscente, Domenico Laforgia ed il successore, Vincenzo Zara, quindi nell’ottobre 2013, UniSalento era infatti stata annoverata tra i primi 350 atenei del mondo, almeno secondo la “Times higher education world university rankings” della Thomson Reuters, compiendo un poderoso balzo in avanti, quindi, migliorando la propria performance di 50 posizioni.

Ora però, una nuova classifica fa storcere il naso. E’ stato appena redatto, infatti, il report generale delle migliori università italiane a cura de ‘Il Sole 24 Ore’ e Lecce ha conquistato appena il 48° posto su 61 posizioni. Preceduta dai colleghi del Politecnico Bari, per un solo punto, e seguita da Campobasso. Un’occhiata alle prime posizioni vede, sul podio, le città del Nord con Verona, Trento ed il Politecnico di Milano. La maglia nera dell’ultima arrivata spetta, neanche a dirlo, ad una capitale del Sud: Napoli Parthenope. Quasi ad evidenziare che forse, le lamentele sui criteri di ripartizione dei fondi statali per l’istruzione accademica, che in qualche modo penalizzavano le regioni meno forti in partenza (quindi quelle del Mezzogiorno d’Italia) non erano del tutto infondate.

Il punteggio, nel dettaglio, si basa per metà sugli indicatori di didattica, quindi attrattività, occupazione, dispersione, stage, borse di studio e mobilità internazionale (per citare i principali) e per l’altra metà sugli indicatori di ricerca, quali fondi esterni, ricerca ed alta formazione.

Restando in ‘casa nostra’, Unisalento sembra difendersi bene per quanto concerne l’indice di alunni che hanno percepito la borsa di studio (85 punti) e la soddisfazione dei ragazzi sulla qualità della didattica (80 punti). Ma l’attrattività per i giovani di fuori regione è piuttosto bassa (15 punti), così come il numero di crediti ottenuti in stage (17 punti) e il livello di occupabilità inteso come numero di studenti che cerca lavoro entro l’anno di conseguimento del titolo accademico (19 punti).

Costo medio dell’affitto è di 190 euro, quindi neanche troppo alto, contro i 300 dell’ultima classificata. Anche la lettura del tasso di disoccupazione studentesca offre spunti interessanti perché tra l’indice del 54 a Napoli Parthenope ed il 44 di Lecce, spicca il 20 conquistato dall’università pubblica di Verona.  Le pagelle annuali del noto quotidiano italiano, in ogni caso, ricalcano grosso modo i risultati del 2013 quando Lecce aveva conquistato il 54° posto: la conquista di un posizionamento migliore, fa ben sperare, ma il fondo della classifica appartiene ancora al Sud d’Italia.

Se le buone premesse ci sono, insomma, molto rimane ancora da fare per migliorare le performance dell’ateneo salentino, anche in termini di trasferimento di fondi dal Miur capaci di sostenere un territorio su cui la crisi si è abbattuta con accanimento e non in grado di far leva soltanto sulle proprie forze.

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