Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Dipendenti della clinica “Città di Lecce”: soffia un nuovo vento di protesta

Il personale attende la retribuzione di agosto ed il 20 per cento delle due mensilità arretrate. Il sindacato Usb chiede un incontro in Prefettura: “Non ci interessano i contenziosi con la Regione ma solo i pagamenti puntuali”

 

 

LECCE - L’assemblea permanente indetta dai lavoratori della “Clinica Città di Lecce hospital” è passata in sordina per un po’ di settimane. Giusto il tempo, per la proprietà del gruppo “Villa Maria”, di pagare l’80 per cento delle due mensilità arretrate dal personale infermieristico e sanitario e di far passare le vacanze estive. Ed oggi si ricomincia tutto daccapo, con nuove minacce di scioperi all’orizzonte e una richiesta di convocazione urgente in prefettura da parte dei sindacati.

Quello che sembrava essere un problema facilmente superabile, grazie al tempestivo intervento della locale Asl che ha provveduto a liquidare alla struttura 7 milioni di euro per prestazioni pregresse di dialisi e radioterapia, è ritornato a disturbare il sonno dei 150 professionisti della sanità. Lo stipendio di agosto, infatti, non è stato ancora corrisposto, così come mancano all’appello le rimanenze delle due mensilità di giugno e luglio.

Sullo sfondo rimane, indisturbato, il contenzioso tra la nota clinica cittadina e la Regione Puglia relativo a servizi non retribuiti, per un ammontare di 25 milioni di euro. Ma non è ancora dato sapere chi dei due abbia ragione: se faccia bene il gruppo a reclamare quella cifra, o abbia ragione l’ente a sostenere che si tratta di prestazioni non dovute. E tutto sommato, rispondono i lavoratori interessati, “ci interessa poco”.

Per lavorare si lavora, eccome: ogni giorno, a pieno ritmo e con poche pause. Come è ovvio che sia in una struttura d’eccellenza, regolarmente accreditata presso il servizio sanitario nazionale. “Non importa chi ci paga e le dispute che sono alle spalle dei nostri stipendi – confermano loro –. Noi pretendiamo di essere pagati regolarmente, per il servizio che continuiamo a svolgere e non abbiamo mai interrotto, persino quando eravamo chiusi in assemblea permanente all’interno della clinica”.

Il referente Usb, Salvatore Caricato, si spinge anche più oltre, immaginando che “questo tira e molla sui pagamenti, sia stato fatto apposta dalla clinica per sollecitare l’ente regionale a pagare quanto dovuto”. “Ma gli stipendi arretrati, per l’autorevole gruppo “Villa Maria”, con sedi diffuse in tutto il vecchio Continente, dovrebbero essere pochi spiccioli. – aggiunge il sindacalista – La sede di Lecce rappresenta un polo chirurgico d’eccellenza che chiude i conti sempre in attivo”. Mentre i dipendenti ancora attendono di ricevere la loro parte.

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