rotate-mobile
Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Lizzanello

Coca, marijuana e armi a Lizzanello, gli otto arrestati finiscono sotto torchio

Il presunto boss e altri due indagati hanno rilasciato dichiarazioni spontanee. In due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e altri tre hanno parlato per negare gli addebiti

LIZZANELLO - All’indomani del blitz scaturito da un’inchiesta della Procura Antimafia che conta 52 indagati, accusati a vario titolo di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, a Lizzanello e nei dintorni, di ricettazione e porto d’armi, nessuna sostanziale novità è emersa durante gli interrogatori di garanzia. 
In mattinata, davanti al giudice del tribunale di Lecce Angelo Zizzari, firmatario delle 652 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri, gli otto arrestati si sono avvalsi quasi tutti della facoltà di non rispondere, limitandosi in qualche caso a rilasciare dichiarazioni spontanee. Così ha fatto uno dei principali indagati, Mirco Roberto De Matteis, il 46enne di Merine, frazione di Lizzanello, ritenuto dalla sostituta procuratrice Giovanna Cannarile, a capo di una delle due associazioni attive nel mercato della droga a Lizzanello.

Alla presenza del suo avvocato difensore Pantaleo Cannoletta, l’uomo ha spiegato di conoscere alcune delle persone coinvolte con lui nello stesso procedimento, ma solo perché sue compaesane. 
Hanno rilasciato dichiarazioni spontanee anche Graziano De Fabrizio, 41, di Merine, (assistito dall’avvocato Giuseppe Presicce), e Mirko Melucci, 40 anni, di Vernole, (con l’avvocato Diego Cisternino).
Il primo, in particolare, ha ammesso di aver spacciato, ma di averlo fatto in modo autonomo, senza alcun vincolo di appartenenza ad alcuna associazione. 
Sono rimasti in totale silenzio: Massimiliano De Dominicis, 32, e Luca Lenti, 49, entrambi di Merine, rappresentati rispettivamente dagli avvocati Umberto Leo e Fulvio Pedone.
Quanto agli altri tre, invece, non si sono sottratti al confronto col gip e nel rispondere alle domande hanno negato gli addebiti. Stiamo parlando di Angelo Braì, 50 anni, (difeso dall’avvocato Dario Congedo), Simona Tornese, 46, e il convivente Ugo De Mitri, 52 (assistiti dall’avvocata Federica Conte). Tutti di Merine (frazione di Lizzanello).
Quest’ultimo ha ammesso di aver spacciato, ma ha negato il suo coinvolgimento in un gruppo organizzato e armato. 
Gli unici ai domiciliari, con braccialetto elettronico, sono Tornese e Melucci, mentre per tutti gli altri il gip aveva disposto la detenzione carceraria. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coca, marijuana e armi a Lizzanello, gli otto arrestati finiscono sotto torchio

LeccePrima è in caricamento