Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

I carabinieri del Cocer: "Stipendi inadeguati, basta con le elemosine"

Dai salari insufficienti agli avanzamenti di carriera col contagocce. Non è stato fruttoso l'incontro a Roma presso il dipertimento della Funzione pubblica. In una nota il Consiglio centrale di rappresentanza parla di crescente disagio

ROMA - Dagli stipendi insufficienti agli avanzamenti di carriera col contagocce. E di fronte alle richieste di adeguamento da parte del Cocer, il Consiglio centrale di rappresentanza, organismo costituito da diciotto carabinieri appartenenti ai vari ruoli che rappresenta l’Arma, il dipartimento della Funzione pubblica ha risposto picche. Inevitabile il risentimento del Cocer: “Al termine dell’ennesimo, inconcludente incontro tenuto presso il ministero alla Funzione Pubblica - si legge in una nota dei delegati del Consiglio centrale di rappresentanza dei carabinieri - è ora di dire basta all’ennesima grassazione perpetrata ai danni del personale in divisa”.

“Basta con le elemosine aggiungono - e  basta con l’una tantum su avanzamenti di grado e assegni di funzione: come per altre criticità, anche per il trattamento economico del personale in divisa questo governo provveda urgentemente a reperire i necessari fondi, facendo, magari, economia sui ben noti scandalosi sprechi della P.A. e sulle vergognose prebende delle varie caste”.

“In tale circostanza accusiamo le istituzioni anche di costringerci ad alzare i toni della protesta, facendoci venir meno, nostro malgrado, alla peculiare, secolare compostezza degli uomini dell’Arma, per poter vincere – spiegano - la loro colpevole indifferenza e, al contempo, richiamare l’attenzione della pubblica opinione. Sono anni che questo organismo si fa interprete, inascoltato, del sempre crescente disagio di un intero comparto, sempre più penalizzato da dissennate politiche di tagli, praticate nella bieca, cinica, vergognosa considerazione che, in quanto militari, non ci è permesso di praticare più adeguate forme di protesta per far sentire la nostra voce. Adesso diciamo basta e, stavolta, lo diciamo con forza. E che la responsabilità di quanto dovesse accadere in seguito – concludono - ricada su costoro”.

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