Codacons: I pali oscurano il patrimonio architettonico

Sul caso della metropolitana Massimo Todisco, dell'associazione di difesa dei consumatori di Lecce, ha rilevato diverse segnalazioni da parte dei cittadini. "Si potevano adottare altre soluzioni"

Continuano a spirare venti di bufera sui pali che costeggiano molte vie di Lecce. Alcuni cittadini li vorrebbero a terra per riconquistare scorci di città dalle proprie finestre. Ed in tanti, ritenendoli antiestetici, si domandano se la metropolitana di superficie sia veramente necessaria. L'amministrazione difende la propria decisione: a Palazzo Carafa sono convinti che la linea servirà a smaltire i flussi veicolari e a far respirare i polmoni di Lecce, intasati di pm10. Al limite, ha fatto sapere nei giorni scorsi l'assessore al Traffico Gianni Peyla, i pali potrebbero cambiare colore. Panna, per non sfregiare il barocco.

Massimo Todisco, responsabile dell'osservatorio sulla città di Lecce del Codacons, ha registrato in questi mesi molte lamentale da parte dei cittadini. "Quella di erigere i piloni per alimentare la metropolitana è una scelta irrazionale - commenta - perché i benefici ambientali saranno minimi. E' vero che vi potrebbe essere meno inquinamento in città ma, a livello globale, i problemi permangono, considerato che l'energia elettrica viene ottenuta con le turbine alimentate a petrolio".

"Si sarebbe potuta operare una scelta più economica - prosegue Todisco - acquistando, per esempio, dei bus elettrici, senza effettuare appalti e lavori onerosi per le casse finalizzate alla costruzione della rete: stiamo parlando di circa 12 milioni di euro".

"Un'altra soluzione - dice ancora Todisco - sarebbe potuta essere una rete con alimentazione a terra, per evitare il forte impatto ambientale". Ma a questo riguardo, nei giorni scorsi gli ingegneri del Comune hanno fatto sapere che la sperimentazione avviata in altre città italiane non ha avuto un grosso successo. Foglie, fango ed altri residui che si formavano sui binari non consentivano l'alimentazione ottimale dell'energia elettrica.

"Sta di fatto - dice Todisco - che l'impatto è forte, evidente. Alcuni cittadini si sono lamentati perché i pali spiccano vicino alle loro finestre. Purtroppo, in certe situazioni l'interesse del singolo deve sacrificarsi di fronte a quello collettivo. Ma il problema principale è che alcuni pali sorgono anche davanti alle chiese. E qui non si può transigere, perché si lede il patrimonio architettonico della città".
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"Ricordiamo poi - conclude il responsabile del comitato di difesa dei consumatori - che a Lecce i mezzi pubblici esistenti non sono utilizzati. Le strade sono oltretutto già strette ed il traffico potrebbe risentirne, perché le vie si dimezzeranno ulteriormente".

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