Cronaca Ugento

Colitti junior, sussistono gravi indizi di colpevolezza

I chiarimenti del pm: il 19enne di Ugento è tornato libero perché venute meno le esigenze cautelari, ma anche per la Cassazione resta gravato dal sospetto di essere l'omicida, con il nonno, di Basile

Il pm Maria Cristina Rizzo.

LECCE - E' stato il venir meno delle esigenze cautelari a far tornare a piede libero il 19enne di Ugento Vittorio Luigi Colitti, accusato insieme al nonno dell'omicidio di Peppino Basile. Lo scrive in tre pagine la Corte di Cassazione, che oggi ha depositato i motivi che hanno spinto i giudici a far uscire il giovane dall'istituto penitenziario Fornelli di Bari. L'ha reso noto il nuovo procuratore capo della Procura dei minori Maria Cristina Rizzo: "In più di un'occasione ho letto delle notizie che non corrispondevano al vero, ed ora ritengo che sia giusto mettere al corrente l'opinione pubblica di come stiano veramente le cose". In sostanza, dalla sentenza si evince che nei confronti del giovane Colitti sono ancora sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Secondo la Cassazione, quindi, il quadro accusatorio è valido. Tanto perché la baby testimone è stata ritenuta attendibile, e le sue dichiarazioni sarebbero compatibili con la ricostruzione dell'omicidio fatta dal medico legale Alberto Tortorella.

Dall'altro lato, però, non è stato ritenuto più necessario trattenere il carcere il 19enne. Questo perché a carico del ragazzo non sarebbe stato più ravvisato il pericolo d'inquinamento delle prove. Così come la Suprema Corte si è pronunciata in senso negativo, per quanto riguarda il pericolo di reiterazione del reato. Secondo l'impostazione accusatoria, si sarebbe trattato di un omicidio d'impeto, e non premeditato. In definita, la Cassazione precisa che Colitti non ha l'inclinazione ad uccidere.

Per questo i giudici gli hanno concesso di tornare a piede libero, consentendogli così di assistere alle battute finali del processo, che si concluderà il prossimo 21 dicembre. Da una lettura complessiva, si tratta di una sentenza che segna ugualmente un punto a favore dell'accusa. Non si scoraggia, però, l'avvocato Francesca Conte, che difende l'imputato insieme al collega Roberto Bray: "Non ho ancora avuto modo di leggere le carte, ricordo però che c'è un provvedimento di 32 pagine con il quale il Tribunale del riesame ha scarcerato anche Colitti senior. Da parte nostra siamo sereni, anche perché nel corso del processo finora sono emerse solo circostanze che scagionano il mio cliente".

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