Cronaca

Collaboratori scolastici senza impiego: infuria la protesta

Assegnati 84 posti su una platea di centinaia di aspiranti al ruolo: disagi anche per le scuole, private della necessaria vigilanza. Le rivendicazioni portate sul tavolo dell'Ufficio scolastico provinciale. Prossima tappa: Bari

 

LECCE - Infuriati, a dir poco. I collaboratori scolastici, dopo le ore di tensione trascorse durante l’assegnazione delle nomine temporanee  a Casarano, hanno deciso di alzare il tiro della protesta, portandola all’attenzione del dirigente scolastico provinciale. Il clima durante il sit-in organizzato oggi sotto la sede del provveditorato a Lecce era irrespirabile. La tensione dei lavoratori è arrivata alle stelle, per quanto la riduzione dei posti disponibili all’interno degli istituti scolastici, fosse un fatto risaputo e, per questo, difficilmente recuperabile.

Gli stessi sindacati sono alla frenetica ricerca di una soluzione tampone: le 84 assegnazioni sono, infatti, del tutto insufficienti a coprire la vasta  platea degli aspiranti al ruolo. Per di più, conferma il referente Cgil, Francesco Colaci al termine di un giro per i plessi scolastici della provincia, la carenza di personale cronicizzata dai tagli all’istruzione operati dal governo Berlusconi in poi, renderà molto difficoltosa la ripresa delle normali attività educative.

L’emergenza è dettata dalla quasi impossibilità di sorvegliare adeguatamente gli alunni. Per di più, “se si dovesse ammalare un collaboratore scolastico, da chi verrebbe sostituito? Esiste persino il rischio di chiusura della scuola, come nel caso degli istituti elementari”, incalza il sindacalista.

Sul fronte lavorativo, campeggia una vera emergenza occupazionale che gli operatori affrontano con un carico di ansia aggravato dall’età che avanza. Salvatore, dopo anni spesi in panetteria, è saltato sul treno in corsa offerto dalla scuola: “Ma dopo un decennio di incarichi annuali, sempre rinnovati, scalando faticosamente le graduatorie, questo treno si è fermato. Cosa andrò a fare, adesso, alla mia età?”.

Lui è uno dei tanti, tantissimi, rimasti fuori dagli 84 posti temporanei. Molti suoi colleghi trascorrono l’intero anno scolastico aspettando di essere chiamati per una supplenza in caso di malattia. Si lavora a giornate, addirittura. “Che vita è questa?”, chiede con disperazione uno dei manifestanti.

A complicare la vertenza, e in generale tutta la situazione, ci si è messo anche il ministero della Pubblica istruzione che ha accantonato 470 posti da destinare agli ex Lsu, lavoratori socialmente utili. Con il risultato che “non sono ricoperti da nessuno, e non si sa quando verranno sbloccati”, chiarisce la sindacalista Cisl Gianna Guido che si dice pronta ad una battaglia legale, forte anche di una sentenza del Tar che ha dichiarato illegittimo il congelamento di questi incarichi.

Da parte sua, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, nell’incontro odierno dei sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda Unams ha fatto spallucce. Non è di sua competenza l’aggiunta di altre nomine oltre a quelle già assegnate a Casarano, e che qualcuno aveva cercato addirittura di bloccare. “Sarebbe stata un’operazione inutile, che avrebbe solo rimandato il problema. Per questo noi sindacati abbiamo comunque deciso di procedere con l’assegnazione degli 84 posti per tutelare, almeno, quei lavoratori”, aggiunge la referente Cisl, ritornando sui dettagli di una giornata difficile.

Nei prossimi giorni le rivendicazioni verranno portate direttamente a Bari, presso la sede dell’Ufficio scolastico regionale. Nella speranza di riuscire ad aggiungere almeno un collaboratore in più, per ogni scuola della provincia.

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