Cronaca

Prove tecniche di cantiere: le ronde "No Tap" allertano il Comune

Tecnici impegnati sulla strada di accesso al punto di realizzazione del tunnel. Il 16 maggio scade l'autorizzazione unica, 231 ulivi da espiantare entro fine mese

Il mezzo pesante.

SAN FOCA (Melendugno) - In gergo tecnico "prove su piastra per la caratterizzazione della portanza del terreno", in sostanza un collaudo in previsione dell'attività di mezzi pesanti "lungo la strada di accesso all'area del cantiere del micro tunnel". Si vuol verificare, insomma, se il terreno può sopportare il peso di camion che fanno su e giù carichi di materiale.

Le manovre in corso dalle prime ore di questa mattina a San Foca, tra la strada municipale di San Niceta e l'area di Masseria San Basilio, non sono sfuggire alle "ronde" degli attivisti del Comitato No Tap che hanno subito chiesto l'intervento dell'ufficio tecnico del Comune di Melendugno e della polizia locale. Sul posto sono giunti anche i carabinieri della locale stazione, chiamati dai responsabili del cantiere, e il vice sindaco Simone Dima.

"Non c'è stata alcuna tensione - è scritto in una nota diramata successivamente -, il comitato e i simpatizzanti esprimono massimo rispetto per gli operai che subiscono il ricatto occupazionale". L'intento è dunque quello di non esasperare gli animi e di declinare l'azione di contrasto come incessante controllo della legittimità degli atti, ma è chiaro che la comparsa di macchinari per la movimentazione terra ha destato preoccupazione e ancor più la sensazione che Tap stia forzando i tempi. 

D'altra parte il termine del 16 maggio, indicato dall'autorizzazione unica del ministero dello Sviluppo Economico come perentorio per l'avvio del cantiere, è oramai vicino, ma alla multinazionale resta ancora da sbrigliare definitivamente la matassa delle tre prescrizioni della cosiddetta "fase zero", alle quali bisogna ottemperare congiuntamente. La più controversa è la "A 44", relativa ai 231 ulivi che devono essere espiantati e temporaneamente ricollocati in un'area vicina, quella di Masseria del Capitano. La Regione Puglia, ente vigilante su questo punto, ha espresso per il momento un'approvazione solo parziale, rallentando di fatto tutto l'iter. 

Il comitato intesificherà quindi l'attività di vigilanza sul corretto rispetto delle indicazioni contenute nella valutazione di impatto ambientale e per questo ha ricordato che "per la prescrizione A 11 appaltatori e subappaltatori sono responsabili della corretta attuazione delle prescrizioni".

Bisogna tener presente che la settimana scorsa Tap ha aggiudicato alla società Saipem (gruppo Eni) i lavori per la posa della condotta nel tratto offshore tra Albania e Italia, per le opere di ingegneria civile nel punto di approdo e la realizzazione del tunnel a partire da un pozzo di spinta ubicato a 600 metri dal mare fino al punto di uscita a circa 850 metri dalla costa. Ed è solo l'apertura di questo cantiere che sancirà il rispetto dell'indicazione ministeriale. 

Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, in prima fila nell'opposizione al progetto di gasdotto, non è intenzionato a mollare la presa il dato di affluenza al referendum nel suo comune, il 59 per cento, con 4800 votanti di cui il 97 per cento per il sì, è un chiaro segnale di sostegno alla sua battaglia. 

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