Esplode petardo per accendere falò: 40enne perde la mano sinistra

E' successo nella tarda serata a Collemeto. Un'iniziativa privata, fra amici, sfociata in dramma. Il commissariato di polizia di Galatina ha avviato le indagini

Foto di repertorio.

COLLEMETO (Galatina) – E’ arrivato presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce con la mano sinistra spappolata. Nessuna possibilità di salvarla, le ferite erano troppo profonde. L’arto è stato amputato.

Una festa finita in dramma, quella che s’è consumata nella tarda serata di ieri nelle campagne fra Collemeto e Galatina. Vittima, presumibilmente dello scoppio di un grosso petardo, Luigi Aloisi, 40enne, residente nella frazione galatinese.

Nel Salento, come altrove in Italia, sono i giorni del fuoco. Il 17 gennaio a Novoli, in onore di Sant’Antonio Abate, è stato rinnovato l’antico culto dell’accensione di un’immensa pira di fascine.

Ma se quella di Novoli è la focara ormai più conosciuta al mondo, per la sua maestosità, la tradizione di accendere grandi falò riguarda molti altri comuni. Ieri, per fare solo un esempio, una manifestazione s’è svolta a Leverano. Iniziative a carattere pubblico, sotto il controllo e la supervisione delle autorità. Quanto avvenuto a Collemeto, invece, è stata una situazione svoltasi assolutamente in privato, l’accensione di un falò organizzata da un gruppo di amici. Che, però, ha preso una piega tragica quando Aloisi è rimasto ferito.

La ricostruzione precisa, per ora, non è ultimata. Fin dalla tara ora di ieri, quando la notizia è giunta dal posto fisso di polizia del “Vito Fazzi” presso gli uffici del commissariato di Galatina, gli uomini diretti dal vicequestore aggiunto Giovanni Bono si sono messi al lavoro per cercare di comprendere bene quanto avvenuto.

Aloisi, infatti, sarebbe stato accompagnato a Lecce in auto direttamente dalla sorella, arrivandovi verso le 21,45. Il 118 non è stato avvisato, quindi il commissariato di polizia ha appreso piuttosto tardi la vicenda. E’ stata inviata una volante nella zona dell’accensione della pira, ma all’arrivo non c’era più nessuno.

Le indagini per ricomporre la dinamica, dunque, sono riprese questa mattina. E, per quanto se ne sa, Aloisi avrebbe tentato di accendere un petardo nei pressi del falò. Prima avrebbe fatto allontanare gli altri presenti a distanza di sicurezza, e questo, quantomeno, ha evitato altri ferimenti. Tant’è: forse la miccia era troppo corta, forse il petardo, probabilmente di fattura artigianale, difettoso. Sta di fatto che s’è verificata un’esplosione e che a causa di questa, l’uomo ci ha rimesso la mano sinistra. E' ora ricoverato in prognosi riservata.

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E’ il secondo episodio grave degli ultimi tempi. A Capodanno, era accaduto qualcosa di simile a un 28enne rumeno, residente a Carmiano. Un petardo gli era esploso nella mano destra, perdendo due dita.     

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