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Campagna salentina (foto di repertorio).

Campagna salentina (foto di repertorio).

Truffa all'Inps, scoperta azienda agricola che impiegava 64 finti operai

L'impresa di Collepasso avrebbe costituito complessivamente 248 rapporti di lavoro, in realtà inesistenti, subordinato e a tempo determinato, per un totale di 11.504 giornate di lavoro. Sottratti all'istituo previdenziale oltre 253mila euro

COLLEPASSO -  Organizzato come un gioco delle parti, tra datori di lavoro e dipendenti, i primi reali, i secondi mai assunti, studiato per intascare, con la complicità  dell'allegra compagnia, denaro dall’Inps. Un truffa bella e buona, andata avanti per quattro anni, che ha sottratto all’istituto più di 253mila euro. Tutti dovranno rispondere di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falsità ideologica.

Nello specifico, i titolari di una azienda agricola di Collepasso, avrebbero comunicato sistematicamente all’Inps giornate di lavoro nei campi (mai esistite) in favore dei falsi braccianti. Per dividersi la torta, poi, gli imprenditori ricevevano in cambio dai finti lavoratori somme di denaro che ogni anno oscillavano – la truffa accertata dalla guardia di finanza della compagnia di Gallipoli sarebbe andata avanti dal 2009 al 2013 - da mille a 2mila euro, ed anche più, a seconda del numero delle giornate accreditate.

Proprio in quei quattro anni, l’azienda e il suo esercito di 64 operai agricoli fasulli, avrebbe costituito complessivamente 248 rapporti di lavoro in realtà inesistenti, subordinato e a tempo determinato, per un totale di 11mila 504 giornate di lavoro. Di questi, 56 sono risultati richiedenti e percettori di indennità di disoccupazione agricola, di malattia e di maternità erogate dall’Inps.

Stando agli elementi probatori acquisiti dai militari delle fiamme gialle, i titolari dell’impresa agricola, come accenna prima, avrebbero denunciato fittizie giornate di lavoro agricolo in favore dei falsi braccianti, ricevendo in cambio somme di denaro che oscillavano, per ciascun anno, dai mille ai duemila euro ed anche più, a seconda del numero delle giornate accreditate.

La realtà invece era un’altra: l’impresa agricola dispone di oltre 36 ettari di terreno coltivati prevalentemente ad uliveto, solitamente con la collaborazione di tre, quattro operai.

Al termine dell’attività investigativa, la guardia di finanza ha denunciato 58 soggetti (56 falsi braccianti e due imprenditori agricoli), per i reati di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falsità ideologica. L’Inps intanto ha provveduto all’emissione di singoli provvedimenti di disconoscimento per tutti i rapporti di lavoro ritenuti fittizi nonché all’attivazione delle procedure di recupero delle prestazioni economiche erogate, risultate non dovute.

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