Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Collezionista raggira un leccese? Sequestrati i quadri

Un professionista leccese sarebbe stato frodato da un acquirente veneto, attivo nel commercio di opere d'arte. Ma dopo la fornitura, sarebbero arrivati sono pochi soldi a fronte del valore stimato

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Un noto professionista leccese avrebbe conosciuto e successivamente sarebbe stato raggirato da un collezionista veneto con il quale aveva allacciato contatti per la vendita di una fornitura di quadri e dipinti d'arte moderna, il cui valore si aggira sui 200 mila euro. La tenenza della guardia di finanza della città veneta ha infatti recuperato l'80 per cento del materiale, che è stato sequestrato, così come disposto dalla procura leccese.Il professionista, nell'inverno scorso, avrebbe conosciuto un commerciante veneto, collezionista di opere d'arte, che avrebbe voluto presentare presso alcune fiere d'Arte Contemporanea ed esporre presso la propria galleria, dicendosi sicuro di riuscire a venderne un considerevole numero conreciproca soddisfazione, si legge nella querela rilasciata dal professionista di Lecce

Tra i due nacque un rapporto di amicizia e di fiducia. Nella stessa occasione chiese di poter acquistare due dipinti su tela dell'artista al prezzo di 2mial e 500 euro. Il professionista decise di affidare al cittadino veneto, operante nel rame del commercio di opere d'arte, una fornitura di quadri raffiguranti icone di animali, stipulando un contratto in conto-vendita nel quale era stato sottoscritto un tempo massimo per custodire la collezione. Il commerciante veneto avrebbe dovuto piazzare i quadri, consegnando il corrispettivo ottenuto dalla vendita o in caso contrario, restituirli indietro. In realtà il collezionista veneto avrebbe tentennato, ricompensando solo alcune vendite solo con poche migliaia di euro e trattenendo i quadri, il cui valore si aggirava sui 200mila euro.


A maggio il professionista leccese, assistito dall'avvocato Amilcare Tana, decise di sporgere regolare denuncia con l'accusa di appropriazione indebita. Il gip Antonio Del Coco dispose il sequestro preventivo, e il fascicolo confluì sul tavolo del sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. Ora arriva il sequestro dei quadri.

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