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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca Trepuzzi / Via Iacopone da Todi

Misterioso episodio. Pioggia di proiettili contro un'autovettura

La Fiat Multipla, appartenente al padre di Leandro Luggeri, quest'ultimo ritenuto uno dei sodali del boss Caramuscio, era in via Jacopone da Todi. E' stata raggiunta da sette colpi di pistola a tamburo e tre di fucile a pallettoni

TREPUZZI  - Sette colpi di pistola e tre di fucile a pallettoni calibro 12. Una vera e propria pioggia di fuoco, che suona come un sinistro avvertimento. I colpi sono stati esplosi, poco dopo le 22 di ieri, martedì, 22 gennaio, in direzione di una Fiat Multipla, appartenente al padre di Leandro Luggeri, 34enne del posto. Si tratta di un personaggio già noto alle forze dell'ordine, per alcuni precedenti legati al mondo della detenzione di sostanze stupefacenti.  

L'episodio è avvenuto in via Jacopone da Todi, alla periferia estrema di Trepuzzi, dove il veicolo era stato parcheggiato. Dei sette proiettili, partititi da una pistola presumibilmente a tamburo, non è ancora dato sapere il calibro.

Ogive, pallettoni e cartucce partiti dalle armi sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro dai carabinieri del reparto operativo provinciale, i quali hanno eseguito una serie di rilievi assieme ai colleghi della compagnia di Campi Salentina. Quanto rinvenuto passerà ora nelle mani della scientifica, per i rilievi di rito.

Sebbene il veicolo sia del genitore, i carabinieri stanno ovviamente cercando di fare luce soprattutto su vicende che potrebbero riguardare il figlio.Luggeri, infatti, è ritenuto un personaggio di spicco della malavita organizzata salentina. Fu arrestato, nell'ambito dell'operazione "Remetior", che sgominò una presunta organizzazione dedita al traffico di droga e all'usura, legata, secondo gli inquirenti, ad uno dei boss storici della Scu, Salvatore Caramuscio (per diverso tempo latitante e poi sorpreso dalla squadra mobile nel barese), e che ruotava Lecce, fra Surbo, Squinzano e Trepuzzi. Luggeri, conosciuto anche con l'alias de "il nipote", è stato condannato in primo grado a tredici anni a fine luglio del 2011.   

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