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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca Via Alcide de Gasperi

Si torna a sparare. Esploso un colpo d’arma contro la vetrina di un fruttivendolo

Un proiettile ha raggiunto il negozio, in via De Gasperi, nella zona del centro commerciale "Centrum", altri due sono stati trovati inesplosi sull'asfalto. Ad accorgersi dell'accaduto, la stessa vittima. Sul posto, gli agenti di polizia delle volanti e della squadra mobile

LECCE  - E’ toccato a un altro commerciante. Questa volta a un fruttivendolo, titolare dell'attività "Più che frutta", che ha sede in via Alcide De Gasperi, a Lecce, a pochi metri di distanza dalla palazzina in cui meno di una settimana addietro è stato rapinato in casa un professionista. I malviventi hanno indirizzato un proiettile contro la vetrina del negozio, forando la lastra.

Ad accorgersi dell’accaduto, la stessa vittima. Quando in mattinata si è recato sul posto per avviare la sua giornata lavorativa si è ritrovato davanti al vetro crepato dal colpo di arma. Sul posto sono giunti gli agenti di polizia della sezione volanti, assieme ai colleghi della squadra mobile ai quali sono stati affidate le indagini.

Durante il primo sopralluogo, gli inquirenti hanno rinvenuto sia un bossolo, sia un paio di altri proiettili inesplosi. I filmati delle videocamere di sorveglianza sono i primi elementi da cui gli investigatori intendono partire per raccogliere indizi determinanti. I fotogrammi, estrapolati dagli impianti dei negozi della zona e adiacenti a quello colpito (che ha sede sotto un porticato), potrebbero infatti chiarire diversi aspetti legati, per esempio, al mezzo utilizzato dai malviventi. Più di un episodio di cronaca è stato risolto proprio grazie al modello di moto dei responsabili che, raffrontato con altri fatti recenti, potrebbe offrire una chiave di volta nei vari step investigativi che si susseguiranno nel corso della giornata.

Il personale della squadra mobile, diretto dal vicequestore aggiunto Sabrina Manzone, provvederà anche all'ascolto di residenti, commercianti ed eventuali testimoni che, nella notte o nelle ore seguenti, potrebbero aver udito o notato dettagli significativi.

Un colpo contro la vetrata

Quanto accaduto nella notte fa soffiare un nuovo vento di timore nel Salento. Durante l'ultimo mese, il fenomeno del racket non ha concesso tregua alla città. Commercianti, imprenditori e anche cittadini che rivestono cariche istituzionali non sono stati risparmiati da raffiche di colpi d'arma da fuoco, incendi e buste contenenti proiettili. Si sarebbe auspicato un ritorno alla normalità, soprattutto a seguito dei due arresti, il 9 maggio, da parte della questura leccese. In manette finirono due latitanti, sfuggiti all'Operazione Network del 26 febbraio: Francesco Mungelli e Alessandro Greco.

Ai due individui, nascosto in un b&b della provincia, gli inquirenti arrivarono nell'ambito di un controllo senza sosta del territorio, che fu intensificato proprio a seguito degli atti intimidatori ai danni di un negozio di materiale elettrico, poi di una pizzeria, entrambi in città. E che, sempre in quei giorni, colpirono anche il presidente della Camera di commercio, Alfredo Prete, titolare di uno stabilimento a San Cataldo, e il portavoce del sindacato dei proprietari dei locali da ballo, Maurizio Pasca, gestore di un ristorante sul litorale ionico.

Sull’argomento, il vice presidente vicario del gruppo Pdl-Forza Italia Erio Congedo invita gli operatori economici della città a non arrendersi e a collaborare con le forze dell’ordine. “Purtroppo - rileva - non accenna a placarsi questa nuova ondata di intimidazioni e paura contro commercianti e operatori economici. Ma sono convinto che questo non debba portare allo sconforto nessuno. Giova ripetere fino alla noia che occorre una reazione da parte delle forze sane del tessuto sociale ed economico, un moto di rifiuto verso le imposizioni della criminalità. Nello specifico, occorre che le vittime collaborino con la magistratura e le forze dell’ordine, in modo da offrire indispensabili spunti di indagine al difficile ed encomiabile lavoro di chi è impegnato per la giustizia e la sicurezza. Non arrendiamoci e soprattutto evitiamo l’assuefazione all’idea di dover convivere per forza con le regole della criminalità organizzata. Lecce e il Salento - conclude Congedo - possono liberarsene con il contributo di tutti”.    

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