Cronaca

Colpo grosso dell'Arma: in un blitz presi dodici ladri di pannelli fotovoltaici

Quella condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, come ha sottolineato il procuratore Cataldo Motta, è un'inchiesta di particolare spessore e unica nel suo genere in Italia, capace di sgominare una banda specializzata nel furto e un traffico internazionale di pannelli fotovoltaici

LECCE – Con il rame rappresentano uno degli obiettivi più ricercati dai malviventi. I pannelli fotovoltaici sono uno dei grandi business del malaffare. Per questo quella condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce, come ha sottolineato il procuratore Cataldo Motta, è un’inchiesta di particolare spessore e unica nel suo genere in Italia, capace di sgominare una banda specializzata nel furto e un traffico internazionale di pannelli fotovoltaici.

Dodici gli arresti eseguiti nella notte al termine di un’indagine tanto complessa quanto efficace partita nel luglio del 2013, che ha coinvolto ben tre compagnie di carabinieri, quella di Campi Salentina, di Lecce e di Gallipoli, comandati rispettivamente dal maggiore Nicola Fasciano, dal maggiore Pasquale Carnevale e dal capitano Michele Maselli.

In manette sono finiti undici cittadini di nazionalità marocchina e un tunisino. A dimostrazione dell’efficacia e delle grandi capacità investigative dei militari dell’Arma il fatto che gli arresti siano stati compiuti in flagranza di reato. La banda era entrata in azione poco dopo l’una in un campo fotovoltaico nei pressi di Borgagne. Il modo d’agire dei predoni di silicio era ormai più rodato che mai: pochi minuti per smontare il maggior numero di pannelli (circa un migliaio), caricarli su cinque furgoni bianchi e fuggire via.

IMG_5127-3Ad attenderli, lungo la strada statale che da Maglie conduce a Lecce, i carabinieri. L’operazione è scattata alle 3.30 nei pressi dell’ipermercato Leclerc, gli uomini dell’Arma hanno circondato e bloccato la banda in pochi istanti. Apparentemente, il vano di carico dei furgoni non sembrava destare alcun sospetto, poiché pieno di vecchi mobili, sistemati a celare centinaia di pannelli meticolosamente e scientificamente allocati uno sull’altro che riempivano ogni centimetro del mezzo.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero, attraverso una capillare attività di intercettazione, pedinamenti, osservazione e riscontri investigativi, hanno permesso di delineare modus operandi e traffici di un’organizzazione criminale con sede a Eboli. Dalla cittadina campana, resa celebre dal romanzo di Carlo Levi, gli uomini della banda si spostavano nel Salento per eseguire prima dei sopraluoghi e poi i furti commessi con precisione chirurgica: dopo aver eseguito un varco nella recinzione smontavano con precisone e velocità i pannelli e li caricavano sui mezzi. Ogni pannello veniva poi venduto ai ricettatori (cui è stato contestato anche il furto come mandanti) per circa 30 euro.

Il prezioso bottino raggiungeva poi i porti di Marsiglia e Gibilterra, dove era imbarcato per il Marocco e la Tunisia. Nel Maghreb i pannelli venivano poi venduti a circa 100 euro, metà del prezzo di mercato. Un traffico fiorente da centinaia di miglia di euro. Diciotto gli episodi avvenuti dal luglio del 2013 a oggi, che gli inquirenti pensano possano essere addebitati alla banda catturata nella notte. L’attività investigativa prosegue per delineare i contorni di questo traffico internazionale.

Tra gli arrestati quattro cittadini marocchini fermati circa due mesi fa per un altro colpo messo a segno nell’area adibita a campo fotovoltaico (uno dei più grandi del Salento) nella frazione di Tuttisanti, nel comune di Ugento, dove erano stati rubati circa 400 pannelli. Si tratta di Khalid Zahi, 30enne già noto alle forze dell’ordine per lo stesso reato; Mohamed Mankouch, 28 anni; Mohamed Anoune 34enne e Mohamed Boui, 38 anni.

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