Cronaca

Colpo grosso della banda del buco: via con 200mila euro

I rapinatori hanno praticato un buco nella parete del garage attiguo ad una banca leccese ed hanno atteso l'arrivo degli impiegati, tenendoli in ostaggio sino all'apertura automatica delle casse

Sulla destra, segnato dalla freccia rossa, il buco fatto dai malviventi (foto di LeccePrima)

I clienti che sono entrati nella filiale della Banca Intesa di viale Gallipoli, a Lecce, prima delle 9 di questa mattina hanno compiuto delle operazioni agli sportelli ignari del fatto che, dall'altra parte del vetro, due banditi puntavano le pistole contro i funzionari dell'istituto di credito. Incredibile la dinamica della rapina che avrebbe fruttato alla banda del buco ben 200 mila euro e che ha fatto vivere agli impiegati circa un'ora di puro terrore. Un colpo studiato nei minimi particolari da gente specializzata che non ha lasciato nulla al caso.

Dalle prime indagini e dai primi rilievi effettuati sul posto dalla polizia sembra che i due malviventi siano entrati in azione durante la notte. Armati di tutta l'attrezzatura necessaria si sono introdotti nel garage del condominio, in via Diaz, attiguo alla banca e, agendo indisturbati, hanno praticato un'apertura rettangolare sulla parete che separa il locale dal bagno della banca. Un foro di circa 30 centimetri di base e 60 d'altezza, largo appena per una persona dalla corporatura esile. Con ogni probabilità la banda aveva studiato il piano nei minimi particolari, conoscendo perfettamente la planimetria dell'istituto.

Un errore di soli pochi centimetri infatti avrebbe provocato un'apertura nel bagno dell'adiacente negozio di motociclette. Non è escluso inoltre che l'apertura sia stata praticata in tempi diversi e poi camuffata, periodicamente, da un sottile strato di calce o da un pannello. Nel garage infatti tutto è stato trovato in ordine e perfettamente pulito: niente pezzi di intonaco nè attrezzi da lavoro, come se nella notte i malviventi avessero già l'apertura pronta, direttamente nella toilette della banca.

E' qui che hanno atteso le prime ore della mattina e l'arrivo dei primi impiegati. Alle 8.15 circa sono balzati fuori incappucciati e, armi in pugno, si sono divisi i compiti. Uno dei due avrebbe tenuto in ostaggio il direttore ed altri due funzionari nel bagno, l'altro, per non destare all'esterno il minimo sospetto, ha costretto il cassiere a continuare il lavoro agli sportelli e a ricevere il pubblico come se nulla fosse sino alle 9, orario in cui sarebbe scattata l'apertura automatica delle casse. Quando, alle 8.30, le porte della banca si sono aperte, il cassiere è stato costretto a ricevere i clienti mentre il bandito, inginocchiato sotto il bancone, gli puntava contro il mitragliatore. Operazioni che sono riuscite per i primi minuti, poi il cassiere, terrorizzato, avrebbe invitato i clienti a ritornare successivamente per un gusto ai computers. Arrivate le 9, con il sistema di sicurezza che ha consentito l'accesso dei dipendenti alle casse, i malviventi hanno prelevato tutto il denaro disponibile in quel momento, circa 200mila euro. Poi, la fuga, ripercorrendo con tutta probabilità il percorso al contrario, cioè dal foro praticato nel muro. Una volta su via Diaz, sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce

E' solo allora che gli impiegati sono riusciti a dare l'allarme e a far intervenire sul posto gli agenti della squadra mobile, che ora stanno conducendo le indagini. Tutti i testimoni sono stati ascoltati, mentre la polizia scientifica sta rilevando le impronte e le eventuali tracce lasciate dai rapinatori.

La banda è tornata in azione a 10 giorni di distanza da un altro colpo messo a segno con le stesse modalità nell'ufficio postale di Calimera. Il bottino questa volta era stato di 50 mila euro. Non è escluso che possa trattarsi delle stesse persone, ormai specializzate nelle rapine col buco.

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