Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Colpo in gioielleria da 30mila euro, condannato a cinque anni in abbreviato

E’ stato condannato a 5 anni di reclusione, Jonathan Stea, 21 anni brindisino, accusato di essere uno dei due presunti autori della rapina messa a segno, l’11 giugno scorso, ai danni della gioielleria “Sveva Micolano” di Leverano

 

LECCE – E’ stato condannato a 5 anni di reclusione, Jonathan Stea, 21 anni brindisino, accusato di essere uno dei due presunti autori della rapina messa a segno, la mattina dell’11 giugno scorso, ai danni della gioielleria “Sveva Micolano” di Leverano, con un bottino in ori e preziosi del valore di oltre 30mila euro. La condanna è stata emessa al temine del giudizio con rito abbreviato. L’altro complice, Domenico Disantantonio (alias “bistecca”), 21enne brindisino, aveva già patteggiato a novembre scorso, sempre dinanzi al gup Vincenzo Brancato, una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione.

Fu una rapina in perfetto stile cinematografico. In quella calda mattinata d’inizio estate, infatti, i due entrarono nella gioielleria fingendosi clienti e, dopo aver chiesto alla proprietaria di mostrare alcuni preziosi per un regalo, entrarono in azione. Uno dei rapinatori saltò dietro al bancone e puntò la pistola alla testa della donna, costringendola ad aprire la cassaforte. I due afferrarono quindi tutta la merce contenuta all’interno dell’armadio blindato e quella esposta e si diedero alla fuga. La donna fu colta da malore tanto da rendere necessario l’intervento di un’ambulanza del 118. Il tutto avvenne dinanzi a due clienti terrorizzati, una presenza che impedì ai due banditi di farsi consegnare le immagini del sistema di videosorveglianza. Fu proprio a quelle immagini, oltre che al riconoscimento delle foto degli indagati che gli agenti della mobile di Brindisi e Lecce mostrarono alle vittime della rapina il giorno dopo l’accaduto, che la polizia riuscì a identificare gli autori della rapina.

Ai due fu quindi notificata, il 15 luglio 2011, una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Stea e Disantantonio, infatti, erano già stati arrestati il 30 maggio scorso, per una rapina commessa alcuni giorni prima a Massafra. 

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