Cronaca

Impianto Voom, il comitato "Cambiamo aria" protesta

Sul progetto sperimentale dell'azienda milanese, ideato assieme al Politecnico torinese, previsto nella zona industriale di Soleto, i portavoce del comitato ambientalista hanno opposto un fermo dissenso. "Non siamo carne da macello"

Foto di repertorio (tutti i diritti riservati)

SOLETO - "Mentre ancora incombe sulla salute dei galatinesi la richiesta di coincenerimento di rifiuti, presentata da Colacem, mentre aumentano le pratiche di incenerimento illegittimo di rifiuti abbandonati in discariche abusive nei dintorni di Galatina, mentre cresce l'allarme sanitario in tutto il Salento, un ulteriore pericolo si profila sotto mentite spoglie: un impianto sperimentale di incenerimento di rifiuti alle porte di Galatina". Sono alcune delle denunce, avanzate da Roberta Forte, portavoce del comitato "Cambiamo Aria".

Soleto, potrebbe essere la sede prescelta per un impianto pilota, presentato dalla società milanese Voom, in collaborazione con il Politecnico di Torino. Il progetto prevede una struttura in grado di bruciare dagli scarti delle lavorazioni industriali, alle ceneri di cerano, al Cdr sino alle biomasse. "Ma al danno prodotto dalle emissioni dei fumi, nano polveri, metalli pesanti derivanti dalla combustione, in una zona peraltro già fortemente vessata dai fumi degli opifici esistenti, si aggiunge la beffa dell'assoluta mancanza di controlli e di obblighi di rispetto di parametri limite delle emissioni, perchè il progetto, essendo presentato come una sperimentazione, non è soggetto ad alcuna limitazione", ha aggiunto Forte.

Davanti ad una sperimentazione che rischia di diventare un facile espediente per aggirare l'avvio di un'attività di incenerimento, permanente e fuori controllo, gli esponenti del comitato hanno fatto sapere che il 12 gennaio, saranno presenti presso la sede della Provincia di Lecce. Per manifestare la loro contrarietà a questo progetto, e tentare di fermare "l'ennesimo scempio ai danni del  territorio e della salute pubblica".  Quello che chiederanno, inoltre, sarà la sospensione di ogni impianto, fino alla pubblicazione degli studi Arpa, sulla qualità dell'aria e dell'ambiente.

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